Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliAd Arquata del Tronto (Ap) è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il restauro della chiesa di San Francesco, nella frazione Borgo, uno degli edifici più significativi del patrimonio del territorio. L’intervento avrà un valore complessivo di 3.798.053 euro e punta al recupero integrale del complesso, gravemente danneggiato dal terremoto del 2016-2017 e dalle eccezionali nevicate del gennaio 2017.
Le scosse provocarono il collasso della copertura e del soffitto ligneo, il crollo parziale di un muro interno e il cedimento di una porzione della struttura tra il presbiterio e la Cappella Bucciarelli. Danni che hanno compromesso profondamente un edificio che custodisce un patrimonio artistico di particolare pregio, oltre a un estratto originale della Sacra Sindone e numerose testimonianze della storia religiosa locale.
La chiesa, la cui costruzione è fatta risalire probabilmente al 1251, conserva ancora l’impianto e gli elementi che ne raccontano la lunga evoluzione. La semplice facciata è caratterizzata da due ampi portali cinquecenteschi, mentre l’interno è articolato in due navate separate da pilastri quadrati, con soffitto a cassettoni, cantoria, pulpito e altari appartenenti soprattutto ai secoli XVI e XVII.
Tra gli elementi più interessanti figurano i due altari lignei gemelli che si fronteggiano nelle navate, probabilmente realizzati dalla bottega nursina che negli anni Trenta e Quaranta del Seicento lavorò anche nelle chiese di Norcia. Colonne aggettanti, motivi floreali e rami avvolgenti, timpani spezzati e una ricca cornice intagliata caratterizzano queste opere, che celano numerosi sportelli destinati a custodire reliquiari.
Non meno significativo è il patrimonio pittorico e scultoreo. L’altare maggiore della navata destra, in legno intagliato, conserva un dipinto seicentesco raffigurante San Carlo Borromeo. Nei pressi dell’ingresso si trova invece l’altare voluto dalla Confraternita del Santo Rosario, istituita a Borgo nel 1616, con la «Madonna del Rosario» di Carlo Allegretti da Monteprandone, della seconda metà del Cinquecento. Attorno alla Vergine erano disposte le raffigurazioni dei quindici misteri del Rosario, delle quali oggi restano soltanto le formelle collocate nella parte superiore.
Completano il percorso attraverso i secoli una statua lignea cinquecentesca di Sant’Antonio di Padova, l’antico Crocifisso in legno policromo, databile al XIV-XV secolo, e la colonnina che sostiene la cantoria, decorata con eleganti geometrie floreali. Saranno inoltre restaurati l’altare lapideo con il dipinto attribuito alla scuola di Cola dell’Amatrice, gli stucchi e gli apparati decorativi superstiti.
Il progetto prevede il consolidamento delle murature e delle fondazioni, degli archi e delle strutture ancora conservate, la ricostruzione della copertura lignea e delle parti crollate, oltre al recupero del campanile a vela. L’obiettivo è restituire stabilità e leggibilità a un monumento profondamente segnato dal terremoto, preservandone al tempo stesso materiali, opere d’arte e stratificazioni storiche.
«Si tratta di un intervento molto atteso, un ulteriore tassello nel recupero del patrimonio storico, culturale e religioso di Arquata», sottolinea il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, evidenziando l’importanza del progetto per uno dei territori maggiormente colpiti dal sisma. Per il sindaco Michele Franchi, la chiesa rappresenta invece «un baluardo importante del nostro territorio e un monumento di notevole pregio».
Il recupero assume un significato ulteriore nel percorso verso l’ottavo centenario della morte di San Francesco. E dal 2026, inoltre, la ricorrenza del 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, è entrata nel calendario delle festività nazionali. Restaurare San Francesco di Borgo significa dunque intervenire su un edificio, ma anche ricomporre una parte della memoria di una comunità ferita dal sisma, restituendole un luogo nel quale storia, arte e devozione tornino a incontrarsi.
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Il percorso prevede una prima fase di conservazione e studio e una successiva restituzione alla collettività. L’obiettivo è presentarli per la prima volta al pubblico nel 2027 e integrarli successivamente in un’esposizione permanente all’interno delle Terme
L’intervento, dal valore complessivo di 400mila euro, è stato sostenuto dalla Fondazione Crt nell’ambito del programma «Santuari e Comunità» e dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino
Il rinvenimento è avvenuto a poca distanza dall’antico forte di Kapersburg, una delle fortificazioni militari romane meglio conservate sul «limes» germanico-retico. Sono ben conservate le strutture murarie, e sono riemersi frammenti di statue raffiguranti divinità
A condurre le attività saranno attrici e attori dell’Associazione I Nuovi Ets, collettivo artistico-teatrale fiorentino under 35. È un modo diverso di entrare in rapporto con le opere e con gli spazi museali, trasformando la visita in un’esperienza partecipata



