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Particolare della testa colossale di Ramesse II ora ricollocata

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Particolare della testa colossale di Ramesse II ora ricollocata

Ad Abido, in Egitto, ricostruita e riposizionata la testa di una statua colossale di Ramesse II

L’intervento si inserisce nell’ambito delle ricerche di una missione congiunta della New York University e del Consiglio Superiore delle Antichità egiziano nel tempio del faraone 

Francesco Tiradritti

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Il tempio costruito da Ramesse II (1279-1212 a.C.) ad Abido (Sohag) ha sempre sofferto della vicinanza con il più imponente e meglio conservato santuario del padre Sety I (1289-1278 a.C.). Scoperto da Auguste Mariette alla metà del XIX secolo, il monumento di Ramesse II ha ricevuto soltanto di recente una reale attenzione grazie agli scavi di una missione archeologica congiunta della New York University e del Consiglio Superiore delle Antichità egiziano

Le ricerche hanno condotto a una migliore comprensione dell’edificio, alla pubblicazione di quanto resta della decorazione e all’identificazione della residenza reale e al ritrovamento di sepolture di resti animali in varie parti della struttura. Enigmatica resta la scoperta di circa 2mila teschi di ariete in uno dei magazzini che si trovano nella parte nord-occidentale del complesso templare.

Il ritrovamento è stato attribuito a una fase di utilizzo posteriore di oltre un millennio al regno di Ramesse II e la presenza di un così elevato numero di resti animali è stata interpretata come la testimonianza del permanere attraverso i secoli di un culto dedicato al famoso sovrano. I lavori codiretti da Sameh Iskander e Ogden Goelet sono entrati di recenti in una nuova fase che, oltre allo studio e alla pubblicazione di quanto scavato fino a questo momento, prevede il restauro e la valorizzazione del tempio di Ramesse II. 

Nell’ambito di queste attività è da inserire la ricostruzione e riposizionamento della testa di una statua colossale in granito di Ramesse II il cui viso, pesante oltre 300 chili, era stato rinvenuto durante alcuni lavori di routine da parte delle antichità egiziane nel 1994. Secondo quando affermato dalle autorità, gli scavi più recenti avrebbero condotto all’identificazione di altre parti della scultura e la speranza è che ulteriori ricerche ne consentano una ricostruzione più completa.

 

 

 

Francesco Tiradritti, 20 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Francesco Tiradritti

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