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La bara di Nedjemankh, risalente al I secolo a.C.

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La bara di Nedjemankh, risalente al I secolo a.C.

Che cosa sappiamo del traffico di antichità che ha coinvolto alcuni dei musei più importanti al mondo?

Il giornalista Vincent Noce ricostruisce in un libro inchiesta le intricate vicende che hanno accompagnato la compravendita (illegale) di preziosi manufatti, dall’Italia, alla Francia, agli Stati Uniti

Francesco Tiradritti

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Nel luglio 2018 il Metropolitan Museum of Art di New York organizza la mostra «Nedjemankh e il suo sarcofago dorato» («Nedjemankh and His Gilded Coffin») incentrata sul prezioso reperto acquistato l’anno precedente per 4 milioni di dollari presso l’antiquario parigino Christophe Kunicki. L’evento attrae un’enorme attenzione mediatica e si viene così a scoprire che i documenti relativi all’esportazione dall’Egitto sono falsi e che il sarcofago ha lasciato il Paese soltanto nel 2011. Prende l’avvio un’inchiesta dalla quale emerge un traffico di antichità orchestrato da Serop Simonian, mercante d’arte di Amburgo. 

Le indagini si ampliano e viene così accertato che lo stesso individuo aveva già venduto altri reperti di dubbia provenienza e autenticità ad altre importanti collezioni. Il Louvre Abou Dhabi, inaugurato da poco, aveva acquistato da Simonian una testa di statua attribuita a Cleopatra e una stele di Tutankhamon per 50 milioni di euro. Una quindicina di anni prima la Compagnia di Sanpaolo di Torino aveva invece acquistato da lui il controverso Papiro di Artemidoro per la somma di 2 milioni e 750mila euro.

Il libro di Vincent Noce, collaboratore di «The Art Newspaper» e «Il Giornale dell’Arte», in lingua francese ricostruisce le intricate e torbide vicende che hanno accompagnato la compravendita di questi preziosi monumenti. In quasi 300 pagine dense di nomi e cifre, l’autore ripercorre i fatti salienti di una storia che, non fosse basata su documenti inoppugnabili, sembrerebbe uscita da un romanzo.

Peccato che sia tutto vero. Così come è vero, e uno si può domandare come questo sia stato possibile, che Serop Simonian abbia continuato a commerciare antichità nonostante la procura di Hildesheim, già a partire dai primi anni Duemila, lo avesse inquisito sollevando non pochi dubbi sulla sua figura e la legittimità dei suoi commerci.

Malgrado la complessità dell’argomento trattato, il libro di Noce si legge in modo piacevole rimanendo soprattutto sconcertati davanti all’atteggiamento dei curatori dei musei che giustificano la superficialità nel controllo delle provenienze asserendo di avere salvato i preziosi reperti dall’oblio cui erano sicuramente destinati se fossero finiti in collezioni private.

La vicenda raccontata da Noce si legge come un romanzo, ma non ha finale. Serop Simonian, dopo aver trascorso 15 mesi in cella a Parigi, è stato scarcerato per motivi di salute, è tornato in Germania e risulta irreperibile.

In mancanza di una vera conclusione Noce propone al lettore un’analisi di tutta la vicenda ponendo in rilievo il diverso atteggiamento adottato dalle varie autorità nazionali. Gli Stati Uniti hanno restituito il sarcofago di Nejemankh ma non hanno perseguito il personale del Met. La Francia si è invece assunta anche le responsabilità delle autorità emiratine e la magistratura parigina ha torchiato e fermato più a lungo del previsto i funzionari coinvolti. Né la testa di Cleopatra, né la stele di Tutankhamon sembrerebbero però avere mai lasciato Abu Dhabi. L’Italia? Anche se Noce non ne fa esplicito riferimento, per dovere di completezza è giusto dire che il procuratore Armando Spataro ha concluso l’indagine asserendo la falsità del papiro di Artemidoro, quando era alla vigilia del pensionamento e ogni reato risultava ormai prescritto.

Il libro di Noce è comunque esemplare su come si dovrebbe condurre un’inchiesta nel mondo dell’arte. Risulta di facile e piacevole lettura ed è consigliato a quanti hanno davvero a cuore la cura dei monumenti e vogliono affrontarne la protezione senza cadere nelle innumerevoli trappole tese da mercati troppo spesso talmente disinvolti da risultare spregiudicati.

L’or pillé des pharaons. L’affaire qui a éclaboussé les plus grands musées du monde
di Vincent Noce, ‎ 288 pp., Buchet/Chastel, Parigi 2026, € 22,50

La copertina del volume

Francesco Tiradritti, 02 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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