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«La locanda “Zum Schwan”» (1626 ca)

Courtesy of Koller

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«La locanda “Zum Schwan”» (1626 ca)

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A Zurigo Brueghel, la collezione Ducret e una rara «Déclaration» del 1789

Tre secoli di storia dell’arte e della cultura europea passano dalle aste che Koller organizza dal 16 al 18 settembre. Il programma autunnale riunisce Old Masters, pittura del XIX secolo, arti decorative, libri e autografi, con alcuni nuclei particolarmente significativi per qualità delle opere e per la storia del collezionismo che li accompagna

Margherita Panaciciu

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Tre secoli di storia dell’arte e della cultura europea passano dalle aste che Koller organizza a Zurigo dal 16 al 18 settembre. Il programma autunnale riunisce Old Masters, pittura del XIX secolo, arti decorative, libri e autografi, con alcuni nuclei particolarmente significativi per qualità delle opere e per la storia del collezionismo che li accompagna.

Il protagonista dell’asta Old Masters (18 settembre) è Pieter Brueghel il Giovane, con «La locanda “Zum Schwan”»,1626 ca (lotto 3018), la cui stima di 600-900mila franchi svizzeri costituisce il valore più alto fra gli highlights annunciati. L’opera presenta un interesse particolare anche all’interno della produzione dell’artista in quanto non si tratta di una replica o di una variazione su un modello paterno ma di una composizione originale. La scena della locanda è costruita con figure di dimensioni insolitamente ampie, che avvicinano l’azione allo spettatore e accentuano la componente narrativa e teatrale della composizione. A pochi lotti di distanza, il fratello Jan Brueghel il Vecchio è rappresentato da un olio su rame del 1606, raffigurante alcuni viaggiatori in sosta durante il percorso verso il mercato (lotto 3025). La stima, 350-500mila franchi, colloca anche questo dipinto nella fascia alta della vendita. Il confronto fra i due fratelli costituisce uno degli elementi più interessanti della selezione: due personalità della pittura fiamminga, legate da una celebre tradizione familiare ma orientate verso soluzioni pittoriche differenti. La stessa fascia di mercato è raggiunta dal paesaggio fluviale di Salomon van Ruysdael (lotto 3030), stimato 350-500mila franchi, mentre la pittura olandese è ulteriormente rappresentata da una scena invernale con pattinatori di Christoffel van den Berghe, proposta a 120-180mila franchi. Chiude il gruppo degli antichi maestri un raro ritratto di François Boucher, massimo esponente dello stile Rococò, con una stima di 100-150mila franchi.

Se il Seicento fiammingo costituisce il principale polo di attrazione della vendita, la sezione dedicata al XIX secolo  (18 settembre) amplia il quadro con opere di Jean-Baptiste Camille Corot e Gustave Courbet, due dei pittori francesi più importanti dell'Ottocento. Il paesaggio di Corot, debitore della tradizione neoclassica, (lotto 3226) è stimato 120-150mila franchi, mentre quello di Courbet (lotto 3240), Il piccolo pescatore, valle della Loue» (1870 ca), diretto e privo di «abbellimenti», tipico di chi fece della rappresentazione fedele della realtà la sua cifra stilistica, si colloca fra 80 e 120mila franchi. Di particolare presenza è inoltre la grande veduta della valle di Lauterbrunnen (60-80mila franchi). L'autore è il pittore tedesco Hans Thoma (lotto 3212), estimatore di Courbet, che prediligeva antiche leggende germaniche e maestosi paesaggi come soggetti delle sue composizioni.

Jean-Baptiste Camille Corot, «Veduta di Saint-Lô di sera». Courtesy of Koller

Ma la componente forse più caratterizzante della tornata è la dispersione della collezione del Dr Peter Ducret, dedicata alla faïence del XVIII secolo (17 settembre). Figlio di Siegfried Ducret, importante collezionista di porcellane, Peter Ducret apparteneva a quella generazione di studiosi-collezionisti per la quale l'acquisizione degli oggetti procedeva insieme alla loro conoscenza. La sua raccolta, costruita nell’arco di una vita, riflette infatti un interesse specialistico per un settore nel quale storia della produzione, qualità tecnica e cultura del collezionismo sono strettamente intrecciate. Fra i nuclei annunciati emergono i trompe-l’œil da portata, molti dei quali riconducibili alla dinastia Hannong di Strasburgo, insieme a diverse importanti placche in faïence, come quella, lotto 1092, di Adam Friedrich von Löwenfinck (1741-44 ca). Si tratta di una maiolica smaltata, dipinta in grisaglia sulla base dell’incisione di Johann Christoph Steinberger, intitolata «La presentazione di Gesù al Tempio». Il bellissimo manufatto raffigura il rito di purificazione di Maria, inginocchiata a destra dell’altare, con Giuseppe a sinistra che offre due giovani colombe. Simeone, che indossa una mitra vescovile e regge un incensiere, appare insieme alla profetessa Anna inginocchiata a sinistra. Infine, il Bambino Gesù giace, in un’aureola di gloria, sul tavolo dell’altare. Sopra la scena, due monumentali colonne del tempio si innalzano verso le nuvole tra numerosi angeli. Sul bordo inferiore, due angeli, uno dei quali indica la scena presso l’altare (stima: 30mila-40mila euro).
In questo caso, l’interesse della vendita, oltre alla qualità dei lotti presentati, risiede soprattutto nella possibilità di vedere dispersa una raccolta formatasi secondo criteri di ricerca e di studio. È un aspetto che rende la vendita Ducret significativa anche per la storia del collezionismo europeo.


 

 

 

Placca di Plate Adam Friedrich von Löwenfinck (1741-44 ca). Courtesy of Koller

Un altro genere di documento, questa volta legato alla storia politica, sarà proposto nell’asta Books & Autographs (16 settembre). Si tratta di una rarissima prima stampa della Déclaration des droits de l’Homme et du citoyen, accompagnata dagli articoli costituzionali adottati dall’Assemblea nazionale francese nel 1789 (lotto 4018). La stima è di 50-80mila franchi. Sono sopravvissuti pochissimi esemplari di questi documenti e la Déclaration è oggi inserita nel registro UNESCO Memory of the World. Il lotto porta così nel catalogo un documento bibliografico di eccezionale interesse e una testimonianza materiale di uno dei momenti fondativi della modernità politica europea.

Estratto dai verbali dell’Assemblea Nazionale del 20, 21, 22, 23, 24, 26 agosto e 1° ottobre 1789. Dichiarazione dei diritti dell’uomo nella società. Con vignetta in testa incisa su legno. Courtesy of Koller

Margherita Panaciciu, 26 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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