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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliIn Gran Bretagna, a circa tre chilometri a nord-est di Stonehenge, nella località di Durrington Walls, sorgono i resti di una grande struttura neolitica, scoperta dagli archeologi alla fine degli anni Sessanta; era probabilmente utilizzata dagli abitanti dell’epoca per riunirsi e banchettare. Denominata Durrington 68, la sua funzione è rimasta un mistero nonostante gli scavi successivi condotti a metà degli anni Duemila: potrebbe essere stata uno spazio cerimoniale, una sala di ritrovo o semplicemente una stalla per gli animali.
In realtà, tra il 2004 e il 2006, gli scavi condotti sul sito da un team guidato dall’Università di Sheffield hanno portato alla luce sette abitazioni. È stato ipotizzato che l’insediamento potesse originariamente contare fino a mille abitazioni e forse 4mila abitanti, nel caso dell’utilizzo dell’intera area recintata. Il sito fu abitato per circa 500 anni, in un periodo approssimativamente compreso tra il 2800 e il 2100 a.C. circa. Dal 2010 al 2014, grazie a una combinazione di nuove tecnologie e scavi, è stato portato alla luce un henge (monumento preistorico costituito in genere da un’area circolare delimitata da un fossato e da un terrapieno perimetrale) del diametro di quasi 500 metri, costruito in gran parte con pali di legno. Le prove suggeriscono che questo complesso fosse un monumento complementare a Stonehenge.
Oltre 4.500 anni dopo, Durrington 68 è stato riproposto come centro didattico dall’English Heritage, l’ente britannico per la tutela del patrimonio culturale, che ha eretto una replica della struttura a Stonehenge. Alta più di 6 metri, la sala è stata costruita nel corso di nove mesi da un team di oltre 100 volontari che hanno fatto affidamento sugli strumenti e sulle tecniche dei loro antenati neolitici. Ad esempio, sono stati ricostruiti alcuni utensili in pietra, si è fatto ricorso alla ceduazione (cioè la pratica di taglio e recisione periodica dei fusti degli alberi nei boschi cedui) e alla creazione di una miscela simile al cemento composta da gesso, acqua e paglia.
«Questo progetto, frutto di diversi anni di ricerca e pianificazione, ricostruisce un grande edificio neolitico», ha dichiarato in un comunicato Luke Winter, archeologo sperimentale che ha guidato il progetto. «L’edificio costituirà un punto di riferimento per le visite didattiche a Stonehenge, consentendo al pubblico di rendersi conto delle dimensioni dei progetti di carpenteria nel paesaggio neolitico».
Il progetto, del valore di 1 milione di sterline, finanziato dal Kusuma Trust (ente benefico fondato nel 2007-08 dall'imprenditore indiano Anurag Dikshit), è in fase di completamento e aprirà al pubblico quest’estate, prima di essere trasformato in uno spazio didattico immersivo dedicato alle scolaresche.
La sala neolitica è la prima fase di un progetto didattico promosso dall’English Heritage a Stonehenge. Sono inoltre in fase di realizzazione un «laboratorio di scoperta», dove i giovani studenti potranno scoprire come gli ingegneri preistorici sollevavano le pietre, e uno studio didattico. L’apertura di questi spazi è prevista per la fine del 2026, con l’obiettivo dell’English Heritage di accogliere circa 100mila studenti all’anno entro i primi anni ’30.
«In quanto ente benefico, uno dei nostri obiettivi principali è offrire a tutti esperienze didattiche memorabili e la Kusuma Neolithic Hall trasformerà la nostra capacità di farlo», ha dichiarato in un comunicato Matt Thompson, direttore didattico di English Heritage. «La sala è un modello di storia vivente, che ti trasporta istantaneamente indietro di 4.500 anni».
Vittorio Bertello
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