Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La Kusuma Neolithic Hall, nei pressi di Stonehenge, in fase di ultimazione

Courtesy Christopher Ison/English Heritage

Image

La Kusuma Neolithic Hall, nei pressi di Stonehenge, in fase di ultimazione

Courtesy Christopher Ison/English Heritage

A Stonehenge l’archeologia sperimentale ha ricostruito un’abitazione del Neolitico

Sulla scorta di alcune vestigia rinvenute alla fine degli anni Sessanta a tre chilometri dalla celebre località britannica, più di 100 volontari in nove mesi hanno eretto una replica della struttura, servendosi di tecniche e strumenti preistorici. Sarà un luogo didattico

Vittorio Bertello

Leggi i suoi articoli

In Gran Bretagna, a circa tre chilometri a nord-est di Stonehenge, nella località di Durrington Walls, sorgono i resti di una grande struttura neolitica, scoperta dagli archeologi alla fine degli anni Sessanta; era probabilmente utilizzata dagli abitanti dell’epoca per riunirsi e banchettare. Denominata Durrington 68, la sua funzione è rimasta un mistero nonostante gli scavi successivi condotti a metà degli anni Duemila: potrebbe essere stata uno spazio cerimoniale, una sala di ritrovo o semplicemente una stalla per gli animali.

In realtà, tra il 2004 e il 2006, gli scavi condotti sul sito da un team guidato dall’Università di Sheffield hanno portato alla luce sette abitazioni. È stato ipotizzato che l’insediamento potesse originariamente contare fino a mille abitazioni e forse 4mila abitanti, nel caso dell’utilizzo dell’intera area recintata. Il sito fu abitato per circa 500 anni, in un periodo approssimativamente compreso tra il 2800 e il 2100 a.C. circa. Dal 2010 al 2014, grazie a una combinazione di nuove tecnologie e scavi, è stato portato alla luce un henge (monumento preistorico costituito in genere da un’area circolare delimitata da un fossato e da un terrapieno perimetrale) del diametro di quasi 500 metri, costruito in gran parte con pali di legno. Le prove suggeriscono che questo complesso fosse un monumento complementare a Stonehenge.

Oltre 4.500 anni dopo, Durrington 68 è stato riproposto come centro didattico dall’English Heritage, l’ente britannico per la tutela del patrimonio culturale, che ha eretto una replica della struttura a Stonehenge. Alta più di 6 metri, la sala è stata costruita nel corso di nove mesi da un team di oltre 100 volontari che hanno fatto affidamento sugli strumenti e sulle tecniche dei loro antenati neolitici. Ad esempio, sono stati ricostruiti alcuni utensili in pietra, si è fatto ricorso alla ceduazione (cioè la pratica di taglio e recisione periodica dei fusti degli alberi nei boschi cedui) e alla creazione di una miscela simile al cemento composta da gesso, acqua e paglia.

«Questo progetto, frutto di diversi anni di ricerca e pianificazione, ricostruisce un grande edificio neolitico», ha dichiarato in un comunicato Luke Winter, archeologo sperimentale che ha guidato il progetto. «L’edificio costituirà un punto di riferimento per le visite didattiche a Stonehenge, consentendo al pubblico di rendersi conto delle dimensioni dei progetti di carpenteria nel paesaggio neolitico».

Il progetto, del valore di 1 milione di sterline, finanziato dal Kusuma Trust (ente benefico fondato nel 2007-08 dall'imprenditore indiano Anurag Dikshit), è in fase di completamento e aprirà al pubblico quest’estate, prima di essere trasformato in uno spazio didattico immersivo dedicato alle scolaresche.

La sala neolitica è la prima fase di un progetto didattico promosso dall’English Heritage a Stonehenge. Sono inoltre in fase di realizzazione un «laboratorio di scoperta», dove i giovani studenti potranno scoprire come gli ingegneri preistorici sollevavano le pietre, e uno studio didattico. L’apertura di questi spazi è prevista per la fine del 2026, con l’obiettivo dell’English Heritage di accogliere circa 100mila studenti all’anno entro i primi anni ’30.

«In quanto ente benefico, uno dei nostri obiettivi principali è offrire a tutti esperienze didattiche memorabili e la Kusuma Neolithic Hall trasformerà la nostra capacità di farlo», ha dichiarato in un comunicato Matt Thompson, direttore didattico di English Heritage. «La sala è un modello di storia vivente, che ti trasporta istantaneamente indietro di 4.500 anni».

Vittorio Bertello, 25 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Vittorio Bertello

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista «Heritage» da ricercatori del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, che hanno individuato quattro grandi categorie di danneggiamenti: «saccheggio tradizionale», «saccheggio meccanizzato», «militarizzazione» e «costruzioni o accampamenti»

È una delle rare serre in stile Art Nouveau integralmente conservate in Europa. I fondi, erogati da un programma federale di investimenti immediati, consentiranno di porre rimedio ai suoi problemi di stabilità strutturale. I lavori partiranno la prossima primavera e dureranno dai due ai tre anni

È un manufatto bronzeo realizzato nel 1127 da Oderisio da Benevento, attraverso il quale si accede alla Cattedrale della cittadina del Foggiano dalla fiancata laterale di piazza Episcopio. L’intervento sarà realizzato grazie a un contributo di 24mila euro assegnato da Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo

Il rinvenimento estende sensibilmente e permette anche di leggere in modo nuovo l’area conosciuta della necropoli del Conero. Nel sepolcro gli archeologi hanno trovato i resti di un carro a due ruote, insieme con un gruppo di armi, bronzi e oggetti di pregio

A Stonehenge l’archeologia sperimentale ha ricostruito un’abitazione del Neolitico | Vittorio Bertello

A Stonehenge l’archeologia sperimentale ha ricostruito un’abitazione del Neolitico | Vittorio Bertello