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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliIn principio fu il film di Raffaela Mariniello, «ZioRiz» (2022), ad attirare l’attenzione di Francesca Fabiani, curatrice della mostra «Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi», all’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma fino al 12 febbraio 2027. Il lungometraggio, ora proiettato in una cappella dell’ex Chiesa delle Zitelle all’interno del complesso di San Michele a Ripa (dove ha sede l’Istituto), è un itinerario attraverso l’umanità e i paesaggi del percorso del fiume Volturno; un mondo di contrasti e di inaspettata bellezza, ritratto nel lavoro fotografico di Mariniello, realizzato su commissione dell’Iccd.
In apertura della mostra, si incontra un pannello luminoso con l’immagine della sorgente del fiume, nei pressi di Rocchetta a Volturno (Isernia); l’itinerario espositivo segue il corso d’acqua, che dal paesaggio idilliaco del Molise discende fino alla foce di Castel Volturno, in provincia di Caserta. «Si parte da un meraviglioso bacino d’acqua sotterraneo che risale in superficie per arrivare alla foce, con cataste di legna trascinate dalla corrente fino alla spiaggia,bruciate dalla popolazione perché nessuno se ne occupa, con tutte le conseguenze ambientali. Eppure, chi guarda le fotografie mi dice di vedere bellezza, la stessa che io avverto interiormente anche in un luogo di disastri», racconta Raffaela Mariniello. Così le piante selvatiche si intrecciano con i nastri di nylon per i lavori stradali, un’enorme pozzanghera riflette cielo e nuvole, un edificio del Villaggio Coppola di Castel Volturno, con la piscina dismessa, sembra una fortezza antica nel deserto. Le stesse atmosfere permeano la visione del film; ma, in questo caso, il paesaggio si fonde con la sua varia umanità, che comprende boyscout e giocatori di Softair, suore e prostitute, pescatori professionisti e un nonno che insegna al nipote a pescare.
Il lungo percorso artistico di Raffaela Mariniello (Napoli, 1961) vede, fra le altre esperienze, una committenza per documentare la costruzione del Centro Direzionale di Napoli, un lavoro sulla Città della Scienza di Bagnoli dopo l’incendio del 2013, il lungo reportage «Souvenirs d’Italie» (2006-11), con alcuni luoghi iconici del Bel Paese inquinati dalla presenza di elementi artificiali e kitsch; nonché sue opere conservate in istituzioni come il Madre e il Museo di Capodimonte di Napoli, la Fondazione per l’arte contemporanea Sandretto Re Rebaudengo di Torino, lo stesso Iccd,la Bibliothèque Nationale de France di Parigi.
Durante la presentazione della mostra, Francesca Fabiani (coordinatrice dell’area, curatrice dei progetti di fotografia contemporanea dell'Iccd ed ex responsabile per lo stesso settore al MAXXI), accanto alla consapevolezza del ruolo di conservazione dell’istituzione, ha manifestato, insieme al direttore dell’Istituto, Carlo Birrozzi, la volontà di proseguire in un percorso di ricerca nella fotografia contemporanea; settore nel quale l’Iccd possiede già più di 2.000 opere e ha commissionato circa 70 ricerche in sei anni a fotografi noti e ad allievi delle accademie.
La mostra «Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi» è corredata da un catalogo (edito da Artem), con saggi di Carlo Birrozzi, Francesca Fabiani, Raffaela Mariniello, Antonio Pascale e Angela Tecce; nel volume, oltre alle fotografie esposte, sono presenti numerosi still dal film «ZioRiz».
Raffaela Mariniello, «Sorgente del fiume, Rocchetta al Volturno», 2023. © Iccd Raffaela Mariniello
Letizia Riccio
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