Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoliNon è solo un nuovo spazio espositivo, ma un intervento che intreccia recupero architettonico, tutela del patrimonio e valorizzazione delle collezioni d’impresa. Dal 3 settembre Palazzo Farinosi Branconi, nel cuore del centro storico dell’Aquila, torna a vivere come sede del nuovo Polo Culturale dell’Aquila de La Galleria BPER, al termine di un articolato progetto di restauro e rifunzionalizzazione che restituisce alla città uno dei suoi edifici monumentali.
Fulcro del percorso è una selezione della Corporate Collection BPER, tra le più importanti raccolte d’arte aziendali italiane, attraverso la quale viene proposta una lettura della produzione artistica dell’Italia centrale e meridionale. L’allestimento permanente intende costruire un dialogo tra le opere, la storia del territorio e l’identità del Palazzo, inserendo la collezione in un contesto fortemente connotato dal punto di vista storico e architettonico.
Tra i risultati più rilevanti del cantiere spicca il recupero della Sala di San Clemente, restituita alla piena fruizione pubblica grazie a un progetto che ha coniugato ricerca scientifica, restauro conservativo e soluzioni tecnologiche per la valorizzazione degli ambienti.
L’apertura del Polo aquilano amplia la rete dei Poli Culturali BPER, il programma con cui la banca trasforma immobili storici del proprio patrimonio in luoghi dedicati alla cultura, alla ricerca e alla partecipazione, promuovendo una nuova relazione tra collezioni, architetture e comunità locali.
Redazione
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Dall’Australia al Sudafrica, l’autunno 2026 propone mostre dedicate a identità, memoria, territorio e trasformazioni sociali. Tra arte moderna e contemporanea, fotografia, design e nuove tecnologie, i musei rileggono storie locali e connessioni globali. Particolare attenzione va alle culture indigene, alle eredità coloniali e ai rapporti tra arte, corpo e ambiente
Dall’eccezionale ritorno dell’Arazzo di Bayeux in Inghilterra alla prima riunione dei ritratti di Jan van Eyck, dalla grande monografica di Pontormo alle riletture di Cattelan, Kounellis, Marisa Merz e Willem de Kooning. Tra Londra, Parigi, Madrid, Barcellona, Berlino, Amsterdam, New York e le principali città italiane, abbiamo scelto quindici mostre capaci di attraversare epoche e linguaggi e di restituire alcune delle questioni decisive della stagione.
Un architrave in arenaria con i titoli di Ramses II e un riferimento a Horus, Signore di Masn, rafforza l’ipotesi che Tell Abu Seify, nell’area di Qantara Est, coincida con l’antica città citata dalle fonti del Nuovo Regno. Gli scavi stanno inoltre chiarendo l’organizzazione del complesso templare e la lunga trasformazione del sito, da centro religioso e strategico della frontiera orientale egizia a insediamento tolemaico, castrum romano e infine cava per la produzione di calce.
Fino al 30 settembre all’Art Space Pythagorion di Samos, «Fragments and Futures» mette in dialogo archeologia e arte contemporanea per interrogare il modo in cui il passato viene conservato, ricostruito e reinterpretato. Un percorso tra frammenti, miti, tecnologia, memoria e identità



