Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Il Centre Pompidou tra gli edifici parigini visto da Montmartre

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Zairon

Image

Il Centre Pompidou tra gli edifici parigini visto da Montmartre

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Zairon

Una collaborazione quinquennale tra Chanel e Centre Pompidou (nonostante la chiusura)

Il rapporto tra i due enti, che ha radici nel 2019, è stato rinnovato per rafforzare l’operato del museo parigino «in materia di accesso, ricerca e conservazione del sapere pubblico»

Cecilia Paccagnella

Leggi i suoi articoli

Nonostante sia temporaneamente chiuso per ristrutturazione, il Centre Pompidou sembra più attivo che mai. Di recente inaugurazione è, per esempio, la retrospettiva dedicata all’opera di Hilma af Klint allestita fino 30 agosto al Grand Palais, coprodotta proprio con il Beaubourg. Più recentemente, invece, è stata ufficializzata la partnership con l’M+ di Hong Kong con l’obiettivo di intensificare gli scambi artistici e scientifici, mentre il 4 giugno sarà inaugurato a Seul il Centre Pompidou Hanwha.

Nel frattempo, il 21 maggio è entrato in scena Chanel, il marchio di lusso che con il museo parigino intesse rapporti dal 2019. L’annuncio sul sito del Pompidou riguarda una collaborazione a lungo termine per sostenere i cinque anni di chiusura per lavori (che saranno completati entro il 2030 per un totale di 463 milioni di euro) e, nello specifico, «l’impegno quinquennale rafforzerà l’operato del Centre Pompidou in materia di accesso, ricerca e conservazione del sapere pubblico», come si legge nel comunicato.

«La partnership che unisce il Centre Pompidou e Chanel è ben più di una collaborazione: è l’incontro naturale di due forze culturali di primo piano che condividono la stessa ricerca dell’eccellenza e una visione audace della creazione, commenta il presidente del museo, Laurent Le Bon. Attraverso il suo patrimonio e il suo impegno nei confronti dell’arte e della cultura, Chanel incarna valori che risuonano profondamente con quelli del Centre Pompidou».

Il rapporto tra i due enti ha già prodotto i suoi frutti nel 2024, quando il brand di moda ha sostenuto l’acquisizione di 21 opere di 15 artisti cinesi (tra gli altri, Alice Chen, Chen Wei, Cui Joe, Hu Xioyuan e Lu Yang) e, sempre «rimanendo» in estremo Oriente, ha sponsorizzato la mostra «China: A New Generation of Artists».

«Il Centre Pompidou è sia un'istituzione di riferimento in Francia sia una piattaforma globale per lo scambio di idee, ha dichiarato il presidente di Arte, Cultura e Patrimonio di Chanel, Yana Peel. Questa partnership a lungo termine riflette l’impegno di Chanel per la vitalità duratura del museo. Basandoci su anni di collaborazione, dal finanziamento delle acquisizioni ai programmi che abbracciano diverse discipline, rendiamo omaggio a un’istituzione che amplia continuamente il modo in cui la cultura viene prodotta, studiata e condivisa».

Cecilia Paccagnella, 22 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Chiuso dal 2006, quell’angolo della città riaprirà le porte al pubblico, sempre in nome della cultura ma con un altro scopo: ospitare la collezione della Fondazione Chiara e Francesco Carraro. Prima dell’inizio dei lavori a luglio, il 6 e il 7 giugno accoglierà i visitatori con un’installazione immersiva dell’artista Atej Tutta

Il progetto, nato quattro anni fa da un’idea della ricercatrice Ann Bourgès, è partito dallo studio di tre siti storici francesi e delle condizioni meteorologiche alle quali sono soggetti. L’obiettivo ultimo sarebbe ottenere una open source accessibile a tutti

Già all’inaugurazione della Mostra alcuni partecipanti hanno espresso la volontà di non figurare tra i nomi indicati per l’assegnazione dei due nuovi premi, senza però riceve alcun riscontro dalla Fondazione. Qualora la richiesta non dovesse ricevere risposta, verranno valutate altre strade

Il dipinto fu realizzato nel 1940 durante il ricovero dell’artista nel sanatorio del dottor Morales a Santander. Considerato disperso da allora, è stato recentemente rintracciato e sarà esposto prima a Londra e poi in Spagna, nel futuro centro culturale Faro Santander

Una collaborazione quinquennale tra Chanel e Centre Pompidou (nonostante la chiusura) | Cecilia Paccagnella

Una collaborazione quinquennale tra Chanel e Centre Pompidou (nonostante la chiusura) | Cecilia Paccagnella