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«Come un origami», l’installazione in piazza Sant’Agostino a Modena che riproduce Il progetto di Ago, l’intervento di rifunzionalizzazione del complesso settecentesco dell'ex Ospedale Sant'Agostino

Foto Rolando Paolo Guerzoni

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«Come un origami», l’installazione in piazza Sant’Agostino a Modena che riproduce Il progetto di Ago, l’intervento di rifunzionalizzazione del complesso settecentesco dell'ex Ospedale Sant'Agostino

Foto Rolando Paolo Guerzoni

A Modena un «Origami» che anticipa il progetto di restauro dell’ex Ospedale Sant’Agostino

Il grande intervento di recupero e rifunzionalizzazione del complesso settecentesco inizierà ad aprire progressivamente i propri spazi al pubblico a partire dall’11dicembre

Il progetto di Ago, il grande intervento di restauro e rifunzionalizzazione del complesso settecentesco dell'ex Ospedale Sant'Agostino a cura di Fondazione di Modena che, dal prossimo 11 dicembre, inizierà ad aprire progressivamente i propri spazi al pubblico, dando vita a uno dei più significativi progetti culturali italiani degli ultimi anni, è anticipato da «Origami», un modello in scala della futura copertura cinetica destinata al Cortile delle Tenaglie, ora installato in piazza Sant’Agostino, nell’ambito delle iniziative dell’Estate modenese, come primo segno pubblico della trasformazione in corso.

Non si tratta di una semplice installazione temporanea, ma della riproduzione di uno dei principi fondativi del progetto: la capacità dell’architettura di adattarsi e conformarsi alle diverse esigenze delle persone e dello spazio pubblico.

Progettata dallo studio Cra-Carlo Ratti Associati in collaborazione con l’artista e ingegnere statunitense Chuck Hoberman, la futura copertura sarà una struttura leggera e mobile, ispirata alla geometria degli origami, capace di aprirsi e richiudersi modificando il grado di luce, protezione e apertura del cortile. Una volta realizzata, entro il 2029, consentirà al cuore del complesso di accogliere durante tutto l’anno mostre, spettacoli, incontri e attività quotidiane, trasformandolo in una piazza dinamica e riconfigurabile.

Il modello fisico oggi visibile in piazza, nato dalla collaborazione tra Cra, Hoberman Associates e Articulated Artworks, permette di comprendere concretamente il movimento della futura struttura e porta nello spazio urbano un primo frammento dell’architettura che caratterizzerà Ago. Attraverso l’immagine dell’origami, il progetto racconta così il passaggio da una forma all’altra: dall’ex ospedale al nuovo polo culturale, dal patrimonio storico a uno spazio aperto alla contemporaneità, dal cantiere alla sua futura vita pubblica.

Con circa 22mila metri quadrati destinati a ospitare musei, archivi, collezioni, laboratori, ricerca e formazione, e inserito nel più ampio sistema dei Campi di Modena, che insieme al Palazzo dei Musei raggiunge una superficie complessiva di circa 43mila metri quadrati, Ago rappresenta un modello virtuoso e innovativo di collaborazione tra Fondazione di Modena, Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia e istituzioni culturali del territorio.

Firmato dallo studio Cra-Carlo Ratti Associati, insieme a Italo Rota, il progetto coniuga il recupero di un edificio storico del Settecento con una visione contemporanea dello spazio culturale: un’architettura flessibile, aperta e riconfigurabile, pensata per favorire l’incontro tra arti, scienze, tecnologia e cittadinanza.

Redazione, 28 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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