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Salman Toor, «The Bar on East 13th», 2019

© Salman Toor. Courtesy dell’artista, Luhring Augustine, New York e Thomas Dane Gallery. Foto Genevieve Hanson

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Salman Toor, «The Bar on East 13th», 2019

© Salman Toor. Courtesy dell’artista, Luhring Augustine, New York e Thomas Dane Gallery. Foto Genevieve Hanson

A Londra Salman Toor, il pittore dell’intimità che mette in crisi l’idea di appartenenza

Le Denise Coates Exhibition Galleries del Courtauld riuniranno 19 tra i suoi dipinti più rappresentativi, tutti mai esposti prima in Gran Bretagna

Alessia De Michelis

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È il dialogo con la pittura del passato a fare da punto di partenza per la prima mostra museale personale in Europa di Salman Toor, artista nato a Lahore nel 1983 e oggi residente e attivo a New York. Dal 2 ottobre al 10 gennaio 2027, le Denise Coates Exhibition Galleries del Courtauld di Londra riuniranno 19 tra i suoi dipinti più rappresentativi, tutti mai esposti prima in Gran Bretagna.

Profondamente legato ai maestri antichi, in particolare alla pittura barocca e del Settecento, Toor guarda alla storia dell’arte attraverso una sensibilità contemporanea, mettendo in scena figure e situazioni sospese tra intimità ed esposizione, appartenenza ed estraneità. Emblematico è «The Bar on East 13th» (2019), una rilettura del celebre «Il bar delle Folies-Bergère» (1882) di Édouard Manet, uno dei capolavori della collezione del Courtauld.

Al centro dell’esposizione sono le relazioni umane: amicizia, amore, solitudine e alienazione diventano i soggetti di scene insieme quotidiane e immaginarie. Sebbene i suoi personaggi siano frutto di invenzione, le opere affondano nelle esperienze e nei ricordi personali dell’artista, riflettendo la condizione di vite queer e migranti che attraversano culture differenti. «Cosa significa trovare una comunità, ma anche i costi quotidiani legati alla visibilità», spiega Toor, è una delle tensioni che alimentano la sua ricerca.

Dopo la formazione negli Stati Uniti, Toor ha esposto in importanti istituzioni internazionali: nel 2020-21 il Whitney Museum of American Art di New York gli ha dedicato la prima grande personale istituzionale; nel 2024 ha partecipato alla 60ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

La mostra londinese sarà affiancata da una selezione di disegni nella Gilbert & Ildiko Butler Drawings Gallery, dedicata alla pratica grafica dell’artista e al suo ruolo nel processo pittorico. Tra le opere esposte anche «Fag Puddle in Vitrine» (2021), acquisita dal Courtauld nel 2024.

Alessia De Michelis, 14 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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