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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliTra corpo, tecnologia e percezione, il Mnad-Museo nazionale dell’Arte digitale propone a Palazzo Citterio, a Milano, due progetti che indagano le possibilità dell’immagine contemporanea attraverso linguaggi differenti ma accomunati da una riflessione sul tempo e sull’esperienza dello spettatore.
Dal 24 novembre al 24 febbraio 2027, «Marina Abramović Element», a cura di Clelia Patella e realizzato con il supporto di Taex Gallery, porta nella dimensione digitale la ricerca di Marina Abramović. Da oltre cinquant’anni l’artista ha costruito la propria pratica intorno alla presenza e alla resistenza del corpo; oggi quella presenza si espande attraverso un avatar, un vero e proprio gemello digitale capace di diventare veicolo del gesto performativo oltre i limiti fisici dell’artista. Dopo «Art», dedicato alla simbologia della sua opera, il progetto prosegue con «Method», corpus di opere ispirato al celebre «Metodo Abramović», alla base della ricerca del Marina Abramović Institute.
Da febbraio ad aprile 2027, il ledwall di Palazzo Citterio ospiterà invece «The Intelligence of Wonder-L’Intelligenza della Meraviglia» di Davide Maria Coltro, a cura di Chiara Canali. Il progetto porta nello spazio pubblico la ricerca sul «Quadro Mediale», sviluppata dall’artista in quasi trent’anni di attività, trasformando il grande schermo da superficie di proiezione in un luogo fisico e luminoso di continua generazione pittorica. Le immagini di Coltro, composte da tavole autonome che si combinano attraverso dissolvenze, trasparenze, permanenze e sequenze randomiche, producono configurazioni temporanee e irripetibili. Qui il tempo diventa materia stessa della pittura. La «meraviglia» non coincide più con lo stupore, ma con una disposizione alla conoscenza; l’«intelligenza» con la capacità di riconoscere, mettere in relazione e attribuire senso. Due mostre, dunque, che invitano a ripensare il rapporto tra immagine, tecnologia e presenza, restituendo allo sguardo una dimensione attiva e contemplativa.
Davide Maria Coltro. © Chiara Ferrando