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Mariella Rossi
Leggi i suoi articoliDi capitale in capitale, il Friuli Venezia Giulia attraversa una stagione di grande visibilità, confermandosi un territorio sempre più presente e attrattivo negli itinerari turistico-culturali italiani. Il gradimento dei visitatori lo conferma: lo scorso anno i flussi di visitatori nelle città d’arte della regione hanno registrato un aumento del 10,3%. Il 2026 fa da ponte nel percorso verso Pordenone capitale della cultura 2027, dopo il successo di Nova Gorica – Gorizia capitale europea della cultura nel 2025. Un momento ideale per attraversare le diverse città capoluogo della regione e scoprirne storia, patrimonio, eventi e identità.
Tra le tante belle mostre da vedere a Trieste vi è «Una sfinge l’attrae», fino all’1 novembre al Museo storico di Miramare. Curata da Massimo Osanna, Christian Greco, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner, riporta a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo. Il percorso, oltre a documentare una raccolta che l’arciduca d’Austria e futuro imperatore del Messico ha creato e arricchito in diverse fasi della sua vita con missioni diplomatiche e campagne di acquisto, riflette il suo lungimirante approccio. La sua volontà era di aprirne la fruizione a tutti, di creare un patrimonio non come ricchezza privata e personale, ma come testimonianza storica, funzionale allo studio e allo sviluppo di una società più consapevole. Il contesto delle Scuderie del Castello di Miramare, che ospita gli oltre 100 reperti, giunti grazie alla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, diventa così parte del racconto: una dimora affacciata sul mare, progettata dall’architetto Carl Junker e circondata da un parco di 22 ettari, che lui stesso volle fortemente. Fino al 30 agosto Casa Cavazzini a Udine ospita invece la mostra «Impressionismo e modernità», dedicata alle trasformazioni artistiche tra XIX e XX secolo. Aperta dal 30 gennaio, ha già registrato oltre 55mila ingressi, in estate ci sarà più tempo per visitare il percorso (dal giovedì al sabato si chiude alle 20). Le opere esposte sono più di 80 e provengono dal Kunst Museum di Winterthur, si tratta di dipinti, tra gli altri, di Vincent Van Gogh, Claude Monet, Piet Mondrian, Vasilij Kandinsky, Paul Klee e Giorgio de Chirico. Il percorso, curato da David Schmidhauser e Vania Gransinigh, segue alcune delle trasformazioni decisive dell’arte europea tra fine Ottocento e prima metà del Novecento, dalla rivoluzione dello sguardo impressionista alle ricerche post-impressioniste, dalla scomposizione cubista fino alla nascita dell’astrazione e alle visioni del Surrealismo, viene messo in luce il progressivo superamento della rappresentazione tradizionale e l’apertura ai linguaggi della modernità.
Archivolto decorato del Tempietto Longobardo, Cividale del Friuli © Fabrice Gallina
Amplia gli orari anche la Digital Art Gallery di Gorizia, inaugurata lo scorso anno e dedicata ai linguaggi dell’arte digitale. Fino al 30 settembre gli spazi saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 21, sabato, domenica e festivi dalle 14 alle 23. La DAG occupa gli spazi della Galleria Bombi, un tunnel nato come collegamento stradale tra diverse parti della città e trasformato oggi in un luogo dedicato all’arte digitale. Il recupero dello spazio ha dato vita a un progetto in cui tecnologia e linguaggi contemporanei diventano strumenti di rigenerazione urbana. Fino a dicembre ospita un intervento site specific di Refik Anadol (Istanbul, 1985), artista noto per le sue ricerche tra dati, intelligenza artificiale e immagini generate attraverso sistemi digitali.
Il rapporto tra patrimonio e nuovi linguaggi digitali entra anche nel racconto del patrimonio storico con il nuovo virtual tour dei siti UNESCO del Friuli Venezia Giulia, recentemente presentato al pubblico, una rete culturale e geografica che unisce e valorizza i cinque siti della regione inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il progetto riunisce in un unico percorso digitale i siti UNESCO del Friuli Venezia Giulia attraverso video immersivi pensati come primo accesso ai luoghi e alle loro storie. Il viaggio virtuale attraversa la fortezza a stella di Palmanova, il patrimonio longobardo di Cividale del Friuli con il Tempietto, l’area archeologica di Aquileia, l’insediamento palafitticolo neolitico di Palù di Livenza e il paesaggio delle Dolomiti Friulane, mettendo in relazione epoche e territori diversi della regione. I contenuti video sono accessibili liberamente online. Il digitale accompagna anche il percorso di Pordenone verso l’anno da Capitale italiana della Cultura. Il portale dedicato raccoglie progetti, appuntamenti e tappe di avvicinamento, mentre il calendario estivo anticipa il coinvolgimento diffuso della città tra spazi culturali, luoghi pubblici e nuove iniziative. Oltre ai luoghi cittadini storici della cultura, come la consolidata Galleria Harry Bertoia, è stato aperto il nuovo spazio Die Glebe Wand con una programmazione dedicata ai grandi maestri della fotografia e alle ricerche contemporanee. Nasce all’interno dei Mercati Culturali di Pordenone, l’ex mercato ortofrutticolo recuperato e trasformato da luogo dello scambio commerciale a spazio di incontro culturale. Oggi ospita mostre, concerti, talk e laboratori ed è uno dei progetti che hanno contribuito alla candidatura vincente di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027. Visitando il Friuli Venezia Giulia, si diventa oggi testimoni di una metamorfosi culturale.
Mariella Rossi
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