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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Catania hanno preso ufficialmente il via i lavori di restauro della Cappella di Sant’Agata all’interno del Duomo, uno dei luoghi simbolo della fede e della storia della città. L’intervento interesserà anche il sacello che custodisce le reliquie della santa, patrona cittadina (secondo la tradizione, nacque a Catania tra il 229 e il 235 d.C. e vi morì di martirio nel 251).
La Cappella di Sant’Agata, protetta da un’elaborata cancellata in ferro battuto eretta nel 1926, ha un monumentale portale marmoreo d’accesso alla «Cammaredda», realizzato nel 1495. Il varco d’accesso al sacello è protetto da una fitta cancellata sormontata da una raffigurazione della martire sorretta da putti e angeli. Nell’ordine superiore, un’edicola, fiancheggiata da vasi con fiori stilizzati, contiene la nicchia con la statua della Santa a tutto tondo. Sulla parete sinistra appena dietro l’inferriata, coperta da un’immagine del busto reliquiario, è murata una lapide, commemorativa dell’eruzione dell’Etna del 1669. Completano l’arredo una serie di lampade votive.
La Cammaredda custodisce le reliquie della santa. Il busto reliquiario è opera dell’artista senese Giovanni di Bartolo: venne eseguito a Limoges negli anni a cavallo il 1373 e il 1376. Lo scrigno è una grande cassa in argento sbalzato e cesellato, capolavoro dell’oreficeria tardogotica (XV-XVI secolo) di argentieri catanesi, tra cui Vincenzo Archifel e il figlio Antonio e Paolo Guarna. All’interno sono riposte le teche contenenti le diverse parti del corpo della Santa. Lo scrigno custodisce anche il velo indossato da Agata.
In questa prima fase i restauratori sono impegnati nelle attività preliminari di analisi e nei saggi conoscitivi necessari per definire nel dettaglio le tecniche di intervento. Le operazioni entreranno nel vivo al termine delle celebrazioni per il IX Centenario della traslazione delle reliquie della santa, consentendo di procedere senza interferire con gli appuntamenti religiosi relativi. I primi interventi stanno già ottenendo risultati significativi: cominciano infatti a riemergere i colori originari delle decorazioni e alcuni dettagli rimasti nascosti dal tempo.
In restauro è ora il cancello dorato e lo stemma di Fernando de Acuña, realizzato nel 1495 insieme alle principali decorazioni della Cappella per volontà di Donna Maria d’Avila, che volle impreziosire il sepolcro della Santa e realizzare, di fronte al sacello, anche il monumento funerario dedicato al marito, grande devoto della martire, scomparso prematuramente. Uno degli interventi più delicati riguarderà il recupero dell’antica porta, realizzata in oro zecchino e parte integrante dell’apparato decorativo della Cappella. Il restauro interesserà inoltre i rivestimenti marmorei, le colonne in alabastro, le loro decorazioni dorate e le figure di grifoni che ornavano la struttura.
Il progetto di recupero è finanziato dalla Regione Siciliana. L’esecuzione delle opere è stata affidata allo Studio d’Arte e Restauro di Jaccarino L.V. e Zingaro G.
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