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Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliIl Ministero della Cultura conferma lo stanziamento di tre milioni di euro destinati al recupero del Campanile della Pieve di Santa Maria di Arezzo. L’intervento è parte del Piano strategico sui grandi progetti beni culturali per il triennio 2025-27. Una notizia che finalmente garantisce il finanziamento dell’opera più delicata del complesso monumentale e accompagna un cantiere già entrato nel vivo.
Le impalcature attorno alla torre diventano così il segno di un intervento destinato a garantire stabilità e futuro alla chiesa simbolo di Arezzo. I fondi ministeriali verranno impiegati per il consolidamento murario, il rinforzo delle fondazioni e il restauro della torre campanaria. È previsto anche il restauro delle superfici in pietra del fianco della basilica e della parte che guarda piazza Grande, con interventi sul colonnato esterno.
L’annuncio è arrivato dal sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha illustrato il programma di investimenti da oltre 36 milioni di euro destinati alla Toscana. «Il patrimonio culturale italiano è la nostra più grande ricchezza, e continueremo a investire per tutelarlo e farlo vivere», ha commentato Borgonzoni.
Tra i principali interventi figura proprio quello della Pieve aretina, inserita tra le opere ritenute prioritarie per la tutela del patrimonio nazionale. Terminato il recupero della facciata in tempi record, grazie all’impegno della Diocesi e alle donazioni private, prima fra tutte quella di un milione di euro del presidente di Prada Patrizio Bertelli, l’attenzione si concentra ora sulla struttura interna del monumento.
La prima fase riguarda il campanile e il tamburo della cupola. Il tetto verrà totalmente smontato e ricostruito per togliere le criticità emerse durante le verifiche tecniche. All’interno della torre è cominciata la rimozione delle strutture provvisorie che lasceranno spazio a una scala metallica destinata, una volta terminati i lavori, a consentire la salita fino ai livelli più alti del campanile.
L’altare è stato avanzato di alcuni metri per permettere le operazioni senza interrompere la normale attività liturgica. Terminato il consolidamento della cupola, i restauratori si sposteranno nella zona del Polittico di Pietro Lorenzetti. Sarà la fase finale di un progetto destinato a restituire piena sicurezza a uno dei monumenti più rappresentativi della città.
Valeria Sermonti
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