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Samantha De Martin
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La Cassa di Risparmio di Fermo Spa, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo aderisce al Festival «È cultura!», la manifestazione nazionale promossa da ABI e Acri per valorizzare il patrimonio storico e artistico delle banche e delle fondazioni di origine bancaria, aprendo le porte di Palazzo Matteucci, della Torre e del Giardinetto e invitando a scoprire l’arte dell’incisione. Un’occasione per raccontare opere e testimonianze che ripercorrono la storia della città e il legame della Cassa di Risparmio con il territorio.
A Palazzo Matteucci, sede storica della Banca, il 24 ottobre i visitatori hanno potuto apprezzare gli ambienti del Palazzo, le collezioni artistiche e i resti dell’antico Teatro romano, custoditi nei sotterranei dell'edificio, ammirare capolavori come la «Natività» di Vincenzo Pagani, restituita alla fruizione del pubblico dopo un accurato intervento di restauro. Tra le principali novità dell’edizione 2026 si inserisce l’allestimento della mostra «Impronte d'autore. L'arte dell'incisione nella donazione Angelini della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo», ospitata nel salone della Filiale di Fermo, in via Don Ernesto Ricci, 1. L’esposizione offre l’opportunità di conoscere e approfondire una parte del patrimonio artistico della Fondazione, attraverso le opere della donazione Claudio Angelini e il linguaggio dell’incisione. La selezione di opere grafiche, realizzate prevalentemente con la tecnica dell’acquaforte, testimoniano la produzione artistica e la passione collezionistica del pittore sangiorgese.
La donazione, avvenuta nel maggio 2021, ha arricchito la collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, consegnando alla comunità un patrimonio di significativo valore artistico, storico e documentario. Attraversando il percorso espositivo è possibile apprezzare le molteplici potenzialità espressive dell’incisione, attraverso le opere di importanti protagonisti dell’arte italiana del Novecento, da Luigi Bartolini e Mino Maccari, da Gerardo Dottori a Orfeo Tamburi, da Franco Gentilini e Enrico Paulucci a Domenico Cantatore, Edgardo Mannucci e Leonardo Castellani. Ad accomunare questi artisti, differenti per sensibilità e linguaggio, è la capacità di trasformare il segno inciso in uno strumento di espressione personale, dando vita a paesaggi, figure, ritratti e composizioni che spaziano dalla rappresentazione della realtà alla ricerca di forme più libere ed evocative. Dalle delicate atmosfere del «Paesaggio con ulivi» di Leonardo Castellani alla forza espressiva del «Paesaggio al tramonto» di Domenico Cantatore, dalle figure di Luigi Bartolini alle composizioni di Gerardo Dottori, le opere raccontano la versatilità di una tecnica che, attraverso il lavoro sulla lastra, restituisce infinite possibilità di segno, luce e profondità. La mostra rappresenta così non soltanto un’occasione per avvicinarsi all’arte dell’incisione, ma anche un omaggio alla sensibilità artistica di Claudio Angelini, il cui gesto ha consentito di preservare e condividere con la collettività una preziosa testimonianza della cultura figurativa italiana.
Samantha De Martin
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