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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliIl patrimonio archivistico diventa più accessibile e fruibile, capace di parlare a pubblici diversi attraverso una terminologia rigorosa e al tempo stesso chiara, comprensibile da neofiti e addetti ai lavori. In un solo portale sarà possibile ad esempio visualizzare nel dettaglio fonti preziose come il Codice Norsa, manoscritto in ebraico del 1349, digitalizzato ad alta risoluzione, ma anche consultare testimonianze storiche come la documentazione del processo penale legato al disastro del Vajont con relative risorse descrittive e digitali. O ancora ricostruire in maniera più agevolata, anche grazie all’Intelligenza Artificiale, il proprio albero genealogico, reperire podcast, video e approfondimenti tematici che ripercorrono vicende, luoghi e protagonisti della storia italiana attraverso le fonti archivistiche. Accade grazie al nuovo Portale Archivi Nazionali, realizzato dall’Istituto Centrale per gli Archivi (Icar) nell’ambito delle attività della Direzione generale Archivi, presentato a Roma nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura. Questa nuova piattaforma, destinata ad ampliarsi man mano, offre un unico accesso al patrimonio archivistico italiano, un ambiente digitale integrato per esplorare documenti, immagini e storie conservati negli archivi italiani. In questa sorta di «reductio ad unum», il multiforme patrimonio archivistico (proveniente da sistemi come Sias-Sistema informativo degli Archivi di Stato e Siusa-Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, portali tematici e archivio digitale) confluisce in un sistema di ricerca unificato che consente di individuare relazioni tra le fonti e accedere ai documenti digitali disponibili, superando progressivamente la frammentazione tra sistemi informativi nazionali, portali tematici e piattaforme dei singoli istituti. Le funzionalità di ricerca, semplici e avanzate, si affiancano ai servizi di Sala studio, il sistema digitale che permette agli utenti di prenotare online la consultazione dei documenti presso gli Archivi di Stato e di richiederne le riproduzioni.
«Il nuovo Portale Archivi Nazionali, ha detto Valentina Gemignani, capo di Gabinetto del MiC, è uno strumento che rappresenta un passaggio significativo nel percorso di innovazione e valorizzazione promosso dal Ministero della Cultura. Percorso con cui il Ministero intende rendere il patrimonio culturale italiano sempre più accessibile e fruibile, capace di parlare alle persone. Gli archivi custodiscono la memoria del Paese e nei documenti in essi conservati si trovano le tracce della loro storia, le vicende delle istituzioni, le trasformazioni della società, le storie delle comunità. Trasmettono alle generazioni future una conoscenza basata sulle fonti. Bisogna fare in modo che la ricchezza e la complessità del patrimonio archivistico possano essere esplorate con maggiore flessibilità e con strumenti efficaci, per fare in modo che il patrimonio sia accessibile, conoscibile e fruibile».
Di innovazione, valorizzazione e semplificazione della procedura di accesso, che rende talvolta il patrimonio appannaggio di pochi, ha parlato Luigi La Rocca, capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, mentre Antonio Tarasco, direttore generale Archivi del MiC, ha evidenziato come «per potere oggi celebrare la nascita del nuovo Portale Archivi Nazionali si è dovuto provvedere a sopprimere altri sistemi archivistici rispondendo, in questo modo, a criteri di migliorabilità della fruizione e razionalizzazione economica». Con il Portale Archivi Nazionali viene quindi superata per la prima volta la frammentazione dei singoli portali, offrendo un unico punto di accesso al patrimonio documentale italiano. «È un progetto all’avanguardia, che integra risorse e servizi in un ambiente digitale accessibile e funzionale, semplificando la ricerca e aprendo nuove possibilità di conoscenza e valorizzazione delle fonti». All’interno di questa piattaforma è possibile consultare anche documenti desecretati, oltre a fonti la cui consultazione richiedeva prima la presenza sul posto. «Questo limite, ha detto Tarasco, sarà superato, dal momento che il meccanismo di identificazione personale sarà sostituito da un meccanismo di identificazione digitale».
Il progetto del Portale Archivi Nazionali si inserisce nella più ampia strategia di integrazione delle risorse digitali degli archivi, delle biblioteche e dei musei attraverso EcoMiC, l’ecosistema digitale per la cultura realizzato dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library e promosso dalla Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura. «Archivi Nazionali, ha detto Chiara Veninata, direttrice dell’Istituto Centrale per gli Archivi, nasce dal desiderio di offrire a cittadini, studiosi e istituzioni un modo più semplice di avvicinarsi al patrimonio archivistico del Paese. È il risultato di un lavoro condiviso con gli Archivi di Stato e le Soprintendenze. Vogliamo continuare a sviluppare questo strumento anche grazie al contributo degli istituti e alle osservazioni degli utenti, con l’obiettivo di rendere progressivamente più accessibile il patrimonio archivistico nazionale aiutando gli utenti a orientarsi nel labirinto dei sistemi informativi online». Diverse le modalità di ricerca, da quella intuitiva a quella per parole chiave e guidata, anche grazie al supporto di Teseo, un chatbot orientatore che assisterà l’utente nella navigazione sul portale.
Samantha De Martin
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