ZACentrale targato Fondazione Merz

Da settembre ai cantieri culturali della Zisa il progetto multidisciplinare che esplora il Mediterraneo attraverso i linguaggi contemporanei

Giusi Diana |  | Palermo

Fine settembre, è questa la data annunciata oggi a Palermo da Beatrice Merz e dal Sindaco Leoluca Orlando per la grande mostra d’apertura di ZACentrale, il progetto interdisciplinare targato Fondazione Merz, che trasformerà il padiglione 19 dei Cantieri Culturali in una «centrale energetica», ma anche in «una stazione» da cui partire per esplorare il Mediterraneo attraverso i linguaggi contemporanei, come si legge nella presentazione.

La Fondazione ha avuto in affidamento fino al 2023, da parte del Comune, lo spazio ZAC (Zisa Zona Arti Contemporanee) all’interno del padiglione 19 dei Cantieri Culturali alla Zisa, un ex hangar delle Officine Ducrot di 2000 mq, trasformato dopo alterne vicende in sede espositiva nel 2012. I rapporti tra l’istituzione torinese e Palermo si sono consolidati negli ultimi 7 anni, a partire dal 2014 quando al Museo Regionale Riso si tenne l’edizione n. 7 della rassegna «Meteorite in giardino».

Ben 17 sono i progetti che la Fondazione ha realizzato a Palermo e in Sicilia, collaborando stabilmente con istituzioni culturali pubbliche e private, tra cui Il Festival delle letterature Migranti, il Museo Archeologico Regionale Salinas, l’Università degli Studi, la Fondazione Sicilia, la Gam e organizzando la seconda edizione della BAM - Biennale Arcipelago Mediterraneo con European Alternatives.

«Partiamo da un tema straordinariamente contemporaneo e urgente quale l’ambiente e il ruolo che gioca l’uomo quale agente di trasformazione (non necessariamente distruttivo), spiega Beatrice Merz. Etimologicamente i termini di coltura e cultura, condividono ben più di una comune origine semantica. Ci diciamo convinti del fatto che pratiche ispirate a criteri di responsabilità e sostenibilità, debbano informare non soltanto il rapporto con l’ambiente naturale ma anche innervare tutta la produzione culturale».

E dunque ecco «Terredicoltura», a metà tra incubatore e osservatorio dell’arte giovane nell’area del Mediterraneo, affidato a un team di curatori che metteranno a dimora un vivaio di artisti, in dialogo con altre esperienze italiane e internazionali; «Talea», come spiega Agata Polizzi che sarà coordinatrice delle attività curatoriali, è invece una biblioteca specializzata che partirà da un primo fondo di 300 volumi donati dalla Fondazione.

I temi che guidano il programma (articolato in mostre ma anche concerti, spettacoli teatrali e di danza) saranno sviluppati attraverso eventi espositivi che si svolgeranno all’interno del padiglione 19 e in altre sedi cittadine, con opere di Mario e Marisa Merz provenienti dalla Fondazione, insieme ad opere di artisti seguiti negli anni dalla Fondazione, alcune installate a lungo termine, altre in esposizioni temporanee.

A completare l’offerta (che sarà gratuita), il progetto educazione e un public program anch’esso gratuito in collaborazione con le altre realtà culturali presenti ai Cantieri Culturali.

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