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Una miniatura del Corale 814 della Certosa di Pavia

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Una miniatura del Corale 814 della Certosa di Pavia

Un recupero ad altissima definizione

13 corali della Certosa di Pavia oggetto di un programma di studio e restauro

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Era il 16 dicembre 1782 quando, al momento della soppressione voluta dall'imperatore Giuseppe II, fu redatto l'inventario della Biblioteca della Certosa di Pavia, famosa per la qualità e la vastità del suo patrimonio (10mila, tra codici miniati, manoscritti e incunaboli, erano i volumi conservati dai monaci). Tra i primi, si contavano 39 graduali, quei giganteschi volumi che raccolgono i canti del calendario liturgico e che, realizzati per un uso collettivo, venivano posti su un leggio al centro del coro per poter essere letti da tutti i cantori.

Quel giacimento fu smembrato, e oggi i 13 corali recuperati dei 39 originari (i più antichi, miniati dai più abili artisti della corte dei Visconti e degli Sforza) sono l'oggetto di un programma di studio e restauro promosso da Emanuela Daffra, direttore regionale Musei Lombardia (cui la Certosa di Pavia fa capo), finanziato dal più vasto progetto della Direzione Generale Musei «Sleeping Beauty», che punta al recupero di opere non esposte, per avviare percorsi di ricerca e di valorizzazione, anche all’estero.

Primo frutto, il restauro, appena concluso, del magnifico Codice 822 (del XVI secolo), realizzato da Filippo Capellaro e Gianlorenzo Pignatti, mentre si deve a Mauro Magliani la ripresa fotografica ad altissima definizione di ogni pagina, sia di questo graduale che del gemello, il Codice 814 (anch'esso del XVI secolo), restaurato alcuni anni fa dalle monache di Viboldone. Così accadrà agli altri corali, tanto che, alla fine del processo, sarà possibile sfogliarne virtualmente l’intero corpus, «ascoltare» le musiche annotate su quei fogli, confrontarne le decorazioni con quelle di altri volumi appartenuti alla Certosa e ora conservati altrove. Intanto, sono già state redatte le schede conservative di ciascuno dei codici superstiti.

Il passo ulteriore, nel 2024, concluso il restauro dei 13 volumi, vedrà la riunione fisica (o virtuale, dove non sia possibile presentare l’originale), delle gemme della Biblioteca della Certosa, in un’esposizione cui stanno lavorando Emanuela Daffra e Barbara Galli, direttore del Museo della Certosa, Cristina Quattrini e Pierluigi Mulas, in cui, ai volumi ancora in sede, si aggiungeranno quelli ora conservati in altre istituzioni, mentre si sta lavorando all’adeguamento (realizzato da Luciano Gritti) del monumentale mobile ottocentesco che li racchiude.

Intanto, i monaci della Certosa stanno organizzando, per ottobre, un’apertura eccezionale della Biblioteca, in cui il Codice 822 sarà esposto nell’armadio restaurato, con i suoi «confratelli».

Una miniatura del Corale 814 della Certosa di Pavia

Una miniatura del Corale 822 della Certosa di Pavia

Ada Masoero, 22 aprile 2021 | © Riproduzione riservata

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Un recupero ad altissima definizione | Ada Masoero

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