Un artista con la cravatta

Alla Galleria Milano l’altro versante della genialità di Davide Mosconi, creativo anche nella pubblicità e fotografo di moda tutt’altro che compiacente, tra modelle in pose antigraziose e caustico umor nero

Ada Masoero |  | Milano

Alla metà degli anni Sessanta, dopo la formazione a Londra, Davide Mosconi (Milano 1941-2002) era volato a New York, dove collaborava, da assistente, con Richard Avedon. Talentuoso com’era, era presto diventato un eccellente fotografo di moda, chiamato dalle più prestigiose testate internazionali. Oltre che per la moda, Mosconi avrebbe però lavorato con successo anche per la pubblicità, collaborando dal 1969, con il suo Studio X di Milano, con Fiat, Olivetti, Cassina, Campari, Sip, Rinascente, Brancamenta e altri.

Era però soprattutto un artista e considerava quelle pur fortunate occupazioni come un mezzo per finanziare la sua passione. Non a caso, è dal 1998 che la Galleria Milano espone il suo lavoro in importanti monografiche e ora, dopo la rassegna del 1999 e la grande antologica postuma del 2014 curata da Elio Grazioli, che illustrava i suoi percorsi diramati tra fotografia, musica e design,
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