Tessuti mongoli per papa Benedetto XI

Un volume, a cura di Maria Ludovica Rosati e pubblicato dalla Fondazione Bruschettini, testimonia la complessità e la diffusione di preziosi «panni tartarici», offrendo nuove prospettive attraverso una collaborazione interdisciplinare di esperti internazionali

Piviale in panno tartarico di Benedetto XI, completo di stola. © Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica, foto Carlo Vannini
Beatrice Cumino |

Il concetto di tesoro abbraccia ciò che ha rilevanza simbolica e immateriale, come le reliquie dei santi, spesso elementi fondanti di una chiesa, e i cimeli che, conservati e celebrati, perpetuano la legittimazione di uno status, dichiarando inevitabilmente l’identità del possessore. Il Parato di Benedetto XI è un volume dedicato al tesoro ecclesiastico, costituito dalle vesti liturgiche medievali del papa domenicano (nato Niccolò di Boccassio a Treviso nel 1240 e morto a Perugia nel 1304) che regnò per soli 259 giorni. Queste vesti sono conservate nella Basilica di San Domenico a Perugia e sono realizzate nei preziosi «panni tartarici» (una specifica tipologia di tessuti asiatici confezionati in epoca mongola, nell’Eurasia del Medioevo, Ndr) ascrivibili a manifatture del centro Asia della fine del XIII secolo.
Mitria di Benedetto XI. © Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica, foto Carlo Vannini
Il piviale in seta, il panno principale e gli inserti della dalmatica presentano varianti di un decoro vegetale. Foglie dorate ricoprono la superficie creando un effetto dinamico e singoli motivi suggeriscono un’origine cinese: peonie, boccioli rotondi, piccole foglie e trifoglio con punte ricurve che rinnovano il tradizionale repertorio vegetale dei tessuti islamici donando una decorazione in miniatura in movimento, a differenza degli stili fissi simmetrici tipici dei modelli precedenti mediorientali.

Il volume, a cura di Maria Ludovica Rosati, è stato fortemente voluto da Alessandro Bruschettini, raffinato collezionista e conoscitore di arte islamica e asiatica, per soddisfare un desiderio di lunga data, ovvero quello di prendersi cura dei paramenti liturgici di Benedetto XI, per preservarne l’unicità e preziosità, a lui ben noti e in precario stato di conservazione. Questo tesoro si distingue, al di là della sua preziosità materiale e concettuale, per la complessità dell’origine dei materiali utilizzati e per le modalità del loro impiego in un contesto diverso da quello in cui erano stati concepiti.
Dalmatica di Benedetto XI in panno tartarico, con galloni policromi e inserti in lampasso blu di manifattura italiana © Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica, foto Carlo Vannini
Il paramento liturgico associato al pontefice Benedetto XI costituisce una delle testimonianze più significative della diffusione di oggetti preziosi, tecniche e forme d’arte che si verificò in tutto il continente eurasiatico alla fine del Medioevo, durante la florida epoca di scambi e incontri conosciuta come Pax Mongolica. Realizzate con tessuti provenienti dall’Asia, in seta e oro con minutissimi decori vegetali, prodotti nei laboratori dell’impero mongolo, queste vesti erano particolarmente preziose e destinate alla corte papale. Successivamente, passarono dal tesoro pontificio a quello dei domenicani perugini che, trattandolo come una reliquia del papa beato, ne garantirono la conservazione fino ad oggi.

Dalla seconda metà del Duecento i panni tartarici, spesso commercializzati dai mercanti genovesi, erano considerati quanto di più prezioso potesse esserci sul mercato del lusso europeo e per questa ragione utilizzati da sovrani e pontefici come simbolo di prestigio e potere nelle più importanti cerimonie civili e religiose.
Scarpa di Benedetto XI in panno tartarico e cuoio. © Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica, foto Carlo Vannini
Il volume raccoglie in sette capitoli la collaborazione di diversi esperti e studiosi italiani e internazionali, offrendo una lettura inedita e approfondita attraverso un approccio interdisciplinare, grazie alla partecipazione di conservatori, storici del tessuto e specialisti di microanalisi dei materiali, supportato da un ricco apparato iconografico. Gli autori esplorano i temi centrali nella storia dei paramenti e nella più ampia storia degli scambi culturali nell’Eurasia.

Attraverso un’indagine dettagliata sugli oggetti, vengono esaminate le vicende di conservazione degli abiti e la loro ricezione e percezione nel corso dei secoli. Il libro tratta dell’uso delle stoffe d’oro tra i Mongoli e in diverse realtà dell’Eurasia, analizza l’origine della specifica tipologia tecnologica e ornamentale che caratterizza i panni tartarici di Perugia e propone nuove chiavi di contestualizzazione all’interno del vasto panorama delle produzioni tessili suntuarie eurasiatiche tra il XIII e il XIV secolo.

In conclusione, il volume risponde appieno alla volontà e al lascito di Alessandro Bruschettini, diffondendo la conoscenza dei capolavori dell’arte tessile asiatica, tesori legati a santi e beati della tradizione cristiana conservati in Italia, ma creati oltre i confini.

Il Parato di Benedetto XI. Storia di un tesoro,
di Maria Ludovica Rosati, 328 pp., ill. col., Dario Cimorelli Editore 2023, € 70

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