Scultura al top

Quelle di Fontana e Melotti sono tra i lotti più importanti nelle due giornate d'asta da Il Ponte a Milano

«Concetto spaziale, Natura» (1959-60) di Lucio Fontana bronzo (stima 500-700mila euro). Cortesia di Il Ponte Casa d'Asta
Michela Moro |

Dopo un’esposizione al pubblico di qualche giorno, il 24 e 25 maggio la partecipazione all’asta di Arte moderna e contemporanea di Il Ponte Casa d’Aste avverrà solo tramite offerte scritte, telefoniche o online.

Due giorni per 409 lotti: la vendita inizia con Mario Sironi e si conclude il giorno seguente con Mimmo Rotella, in mezzo un excursus completo attraverso l’arte italiana e internazionale del XX secolo.

La prima tornata raccoglie 116 lotti con le opere più rilevanti, dalle stime sempre invoglianti e competitive, che a volte arrivano poi a toccare i record per gli artisti offerti.

Percorrendo la storia dell’arte si inizia con il Novecento italiano: da una rara opera su carta di Adolfo Wildt, «Ladro d’anime», proveniente dalla collezione Giovanni Scheiwiller, offerta per 12-15mila euro, e un olio futurista di Enrico Prampolini, «Sottobosco» (1923) proposto a 30-50mila euro, si arriva a Massimo Campigli con «Attesa» del 1956 (30-35mila euro), e a Cagnaccio di San Pietro con «Leggendo» del 1926, stimato 10-15mila euro.

Nel gruppo Forma 1 si trovano tra gli altri Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato (l'olio su tela «Composizione» del 1955-56, stimato 20-30mila euro), due opere di Piero Dorazio tra cui l’olio del 1973 «A meno II» è valutato 25-30mila euro, quindi sono offerti due lavori di Carla Accardi («Movenze rosse» del 2007 proposto a 10-12mila euro). Si prosegue con Emilio Scanavino, Ennio Morlotti e Tancredi con un’opera del 1959 offerta a 40-60mila euro. Ponendo l’attenzione sulla sperimentazione internazionale troviamo Hans Hartung, Georges Mathieu con «Memoire superposée» (1990), stimato 60-80mila euro, quindi un lavoro «Senza Titolo» di Mark Tobey del 1953 con stima 100-120mila euro.
«Leggendo» (1926) di Cagnaccio di San Pietro (stima 10-15mila euro). Cortesia di Il Ponte Casa d'Asta
Non mancano gli arazzi di Alighiero Boetti: «Languidi sguardi assassini» del 1989 ca è stimato 35-40mila euro e due ricami «Per nuovi desideri» del 1977, sono stimati ciascuno 20-25mila euro. Il «Libro cancellato» di Emilio Isgrò del 1970, proveniente dalla collezione di Gae Aulenti, è valutato 15-20mila euro.

Il grande olio di Mario Schifano «Un pittore che si affaccia» del 1979 è valutato 20-30mila euro, Mimmo Rotella con «L'automobile italiana» del 1965, 25-30mila euro e ancora Michelangelo Pistoletto, Gianfranco Baruchello con «Gli anonimi compagni interstiziali» del 1965 (10-15mila euro) e un classico, «Love» (1966) di Robert Indiana, in asta per 5-7mila euro.

Il catalogo include una serie di artisti internazionali come Man Ray, Joan Mirò, Wilfredo Lam, Fernando Botero e Pablo Picasso e le sculture di Igor Mitoraj, Andrea Cascella, Niki de Saint Phalle e Arnaldo Pomodoro.

Tra le sculture figurano i top lot dell'asta: il bronzo «Concetto Spaziale, Natura» (1959-60) di Lucio Fontana, che fu esposto al Castello di Rivoli nel 1987 e al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1998, è valutato 500-700mila euro; la terracotta «Crocifissione» del 1954 ha una valutazione di 100-150mila euro.

Fausto Melotti è presente con due opere: «Ombre vaganti» è una scultura in ottone del 1975 esposta in musei internazionali in Europa e oltreoceano e valutata 80-100mila euro, mentre «Arte del contrappunto plastico n. 1» (1969), che vanta esposizioni in tutto il mondo e una notevole bibliografia, ha una stima di 100-150mila euro.

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