Scampate al traffico illecito

Presentate a Roma quattro lastre dipinte etrusche recuperate dalla Guardia di Finanza nel 2019 e tornate al loro splendore dopo un accurato restauro. Saranno esposte nell’«Antiquarium» di Pyrgi al Castello di Santa Severa

Particolare della lastra con Melanione
Arianna Antoniutti |  | Roma

Quattro lastre dipinte di epoca etrusco-arcaica, databili agli ultimi decenni del VI secolo a.C., sono state presentate in anteprima il 17 giugno nel corso delle Giornate Europee dell’Archeologia 2022 a Palazzo Patrizi-Clementi, come eccezionale recupero da parte della Guardia di Finanza, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.

Le lastre erano state sequestrate nel 2019 a Cerveteri, nell’ambito di indagini finalizzate al contrasto del traffico illecito di opere d’arte. Eccezionali per resa pittorica e per stato conservativo, le opere sono state illustrate dalla soprintendente Margherita Eichberg, che così ha commentato il recupero: «Ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione che tutela e valorizzazione fanno parte di una filiera continua e ininterrotta».

Sostanzialmente integre, le lastre hanno però richiesto un delicato intervento da parte dei restauratori, come spiega l’archeologo Federico Maras della Soprintendenza: «I clandestini avevano già tentato una ricomposizione e dei maldestri tentativi di pulizia delle superfici. Per fortuna sono stati fermati prima che potessero rovinare le scene figurate. Il lavoro certosino di ricomposizione dei frammenti, pulizia e consolidamento si deve ad Antonio Giglio, il restauratore incaricato dalla Soprintendenza, che ha impiegato diversi mesi per restituircele così come le vediamo ora. Poi abbiamo lavorato noi, in parte anche in parallelo, per determinare autenticità, datazione e attribuzione».

Le quattro scene illustrate sui reperti sono il combattimento tra Achille e Pentesilea, Atalanta e Melanione, il messaggero degli dei Hermes, e infine una coppia di aruspici. L’esecuzione si deve probabilmente ad almeno due maestri diversi, uno più raffinato, l’altro, forse un suo allievo, la cui mano è ravvisabile nelle lastre Campana del Louvre. Difatti le lastre, per l’alta qualità esecutiva, sono da porre in relazione alle lastre dipinte Campana e Boccanera, ritrovate nel XIX secolo nelle necropoli di Cerveteri e conservate, rispettivamente, al Louvre e al British Museum.

I reperti saranno collocati nell’Antiquarium di Pyrgi, nel Castello di Santa Severa, accanto ad altre lastre figurate etrusche, recuperate negli ultimi anni, e recentemente esposte in mostre quali «Colori degli Etruschi» (2019-2020) a Roma, alla Centrale Montemartini, in cui erano state presentati pannelli parietali riportati in Italia, dal porto franco di Ginevra, dai Carabinieri TPC.

© Riproduzione riservata Particolare della lastra con Pentesilea
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