Salvatores Mundi

Il «Salvator Mundi» attribuito a Leonardo andrà all'asta il 15 novembre a New York
Franco Fanelli |

Il Leonardo che il 15 novembre la Sotheby’s metterà all’asta viene da alcuni salutato come il riscatto dell’arte antica tornata a esercitare la sua superiorità su quella contemporanea, che torna ad averne bisogno per attrarre pubblico e compratori. Negli ultimi dieci anni è avvenuto esattamente il contrario. Ma ora, vuoi per carenza di opere importanti vuoi per una certa stanchezza determinata da un’offerta eccessiva, gli Old Master riassumono il ruolo di «Salvatores Mundi».

L’arte contemporanea corre ai ripari. Iwan e Manuela Wirth, padroni della Hauser & Wirth, per citare un colosso galleristico, da tempo si sono resi conto dell’inversione di tendenza. Sono stati tra i primi a fare incetta di esclusive su artisti scomparsi, anche non di primissima grandezza e a puntare sulla riscoperta di buoni, per quanto epigonici, interpreti del messaggio modernista: Phyllida Barlow, l’attempata
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