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Aste

Richter vola

Una sua tela del 1963 è stimata da Phillips 11,5-17 milioni

«Natura morta» (1952 ca) di Giorgio Morandi. www.phillips.com

Londra. «A un anno dall’asta di maggior successo nella storia della nostra casa d’aste...»: così Rosanna Widén del Dipartimento di Arte del XX secolo e Contemporanea, riferendosi alla vendita dell’8 marzo 2018 che ha fruttato 109,8 milioni di euro, ha annunciato l’asta serale di arte del XX secolo e contemporanea che Phillips propone il 7 marzo.

Tra i 29 lotti in catalogo nessun Picasso (lo scorso anno la sua «La dormeuse» del 1932 è stata venduta a 46,9 milioni di euro), ma la tela «Düsenjäger» (1963) di Gerhard Richter, top lot con una stima di 11,5-17 milioni di euro. Seconda di un gruppo di 8 dipinti dedicati agli aerei da guerra nel biennio 1963-64 (4 sono conservati in musei tedeschi compresa la Pinakothek der Moderne di Monaco), la grande opera (128,9x197,8 cm) è appartenuta anche all’artista Günther Uecker.

Accanto a «Girl in Mirror» (1964) di Roy Lichtenstein (5,2-6,3 milioni), terzo esemplare su un’edizione di otto, all’autoritratto «Ohne Title (Meine Lügen sind ehrliche)» (1992) di Martin Kippenberger (4-5,2 milioni) e a «Untitled (Velveeta)» (1984) di Jean-Michel Basquiat (1,4-1,7 milioni), anche quattro opere italiane: «Natura morta» (1952 ca) di Giorgio Morandi (690-922mila), «Combustione E 4» (1960) di Alberto Burri già di Giuseppe Panza di Biumo (320-400mila) e due terrecotte di Lucio Fontana (115-207mila).

Cristina Valota, da Il Giornale dell'Arte numero 395, marzo 2019


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