Riallestita la Sala IX del Museo di Storia Naturale

L’esposizione permanente di questo spazio del museo milanese è intitolata «Tracce» ed è dedicata alla storia dell’evoluzione

La «Sala dell’Uomo» al Museo di Storia Naturale di Milano. Credito foto: Andrea Martiradonna. Cortesia Migliore+Servetto
Ada Masoero |  | Milano

Il viaggio ha inizio circa sei milioni di anni fa in Africa. Qui convivono numerose specie di ominidi bipedi, due arti liberati dalla funzione del camminare e utili per altre funzioni, fra i quali fa la sua comparsa anche il genere «Homo». La convivenza fra queste specie perdura per quattro milioni di anni fino a che, circa due milioni di anni fa, alcuni rappresentanti del genere «Homo», lasciano l’Africa in cerca di nuove frontiere, diffondendosi nell’Eurasia (e in seguito anche nelle Americhe). È in quel momento che si affacciano i primi esemplari di «Homo sapiens»: in una parola, noi.

Questa storia vertiginosa è l’oggetto della Sala IX del Museo di Storia Naturale di Milano, che ora la racconta in modo nuovo, avvolgente e coinvolgente, nell’esposizione permanente intitolata «Tracce», dedicata proprio alla Storia dell’evoluzione.

Nei 400 mq della sala, ridisegnati sul piano scientifico, sulla base degli studi più recenti, da Anna Alessandrello, conservatore della sezione di Paleontologia del Museo, e tradotti in un appassionante racconto visivo da Migliore+Servetto (tre Compassi d’Oro all’attivo), ci s’imbatte in oltre 400 esemplari (reperti zoologici in scheletro e preparati tassidermici, riproduzioni in calco e 3D di resti fossili, reperti fossili originali e strumenti litici in calco e in originale) organizzati in quattro macroaree distribuite lungo un percorso solcato da «linee del tempo» grafiche e video, per accompagnare e orientare il visitatore in questi spazi temporali dalle vastità stordenti.

Ognuna delle quattro aree (titoli: «Chi siamo?», «Un cespuglio africano», «Fuori dall’Africa», «Homo sapiens») è centrata da una sorta di torre scenica di vetro in cui si svolge una narrazione ora fisica (come nella prima, dedicata alla posizione dell’uomo nella natura e all’interno dell’ordine dei Primati, cui apparteniamo, dove ci s’imbatte negli scheletri di primati attuali), ora multimediale o mista, l’ultima delle quali è affiancata da una teca realizzata ad hoc per accogliere resti monumentali di animali preistorici.

Il progetto grafico è di Studio Nexo, quello multimediale di un’eccellenza come Studio Azzurro, che ha realizzato video in cui si evocano le condizioni climatiche del nostro Pianeta in quelle età lontanissime, gli scenari naturali in cui vivevano quegli ominidi, poi il grande fenomeno migratorio che prese forma in molte successive uscite dall’Africa, e i nuovi, vastissimi areali d’insediamento. Infine, ecco i primi manufatti di natura non utilitaristica ma simbolica: sulla Terra è comparso l’«Homo sapiens».

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