Orsi polari, pelle di squalo e coccodrilli in poltrona

Anche a dicembre ottimi risultati per le aste di Design e arti decorative di Christie’s, Sotheby’s, Phillips, Bonhams, Cambi, Wannenes, Il Ponte e Incanto

Rara poltrona progettata intorno al 1953 da Carlo Mollino e venduta per 390.600 dollari da Sotheby’s a New York (stima 100-150mila euro). © Sotheby’s Mobile contenitore modello «MS 180» di Ettore Sottsass per Poltronova del 1964, aggiudicato a 50mila euro da Cambi a Milano (stima 20-30mila euro). © Cambi «Fauteuil Crocodile» (2016) di Claude Lalanne venduta da Christie’s a Parigi per 1.460.000 euro (stima su richiesta). © Christie’s Images Ltd, 2021 «Moutons de Laine» di François-Xavier Lalanne del 1969-71, aggiudicati per 1.590.000 dollari da Christie’s a New York (stima 800mila-1,2 milioni di dollari). © Christie’s Images Ltd, 2021 Console «Hommage à Böcklin» straordinario pezzo unico di Diego Giacometti, realizzato intorno al 1978 e aggiudicato per 6.813.300 dollari da Sotheby’s a New York (stima 1-1,5 milioni di dollari). © Sotheby’s
Carla Cerutti |

Folto più che mai l’elenco dei risultati eclatanti nell’ambito delle aste di Design e arti decorative del XX secolo battute all’estero e in Italia nel mese di dicembre. Iniziamo la nostra panoramica con l’asta organizzata a Parigi da Christie’s il primo dicembre che ha totalizzato 8.695.375 euro, sui quali hanno inciso notevolmente i 1.460.000 pagati per una «Fauteuil Crocodile» di Claude Lalanne, realizzata nel 2016 in bronzo patinato e dorato e in rame (stima su richiesta), e i 1.016.000 per una panca, creata da Diego Giacometti intorno al 1970, in bronzo patinato, acciaio dipinto e cuoio (stima 300-500mila).

Nel Principato di Monaco, due giorni dopo, Sotheby’s ha battuto il primo di quattro appuntamenti, dedicato ai beni lasciati dal leggendario couturier Karl Lagerfeld e provenienti dalle sue residenze di Parigi, Monaco e non solo: tutto venduto, al limite del feticismo, per un totale di 9.644.118 euro cui hanno contribuito numerosi mobili di Louis Süe et André Mare, accoppiata vincente a Parigi all’epoca dell’Art déco, aggiudicati largamente al di sopra delle stime come un sofà e un paio di poltrone in mogano, rivestite di velluto, del 1920 ca venduti per 113.400 euro (20-30mila).

Il secondo appuntamento, svoltosi online entro il 6 dicembre, ha fruttato 2.340.828 euro e il terzo, battuto dal vivo a Parigi il 14 e il 15, ne ha ottenuti 4.391.876 con molti arredi del designer francese Martin Szekely che hanno letteralmente polverizzato le stime, come lo specchio «Soleil noir» del 2007, in carburo di silicio e acciaio inox spazzolato, aggiudicato per 375.500 euro (10-15mila) o la «Table Blanche» del 2007, in Corian®, alluminio e resina, esitata per 264.600 (20-30mila).

Da Phillips a New York, il 7 dicembre, hanno regnato Jean Prouvé, Jean Royère, Charlotte Perriand, la ceramista inglese di origine austriaca Lucie Rie e il suo allievo tedesco Hans Coper ma, sopra tutti, ha svettato Alberto Giacometti con la lampada «Figure», in bronzo patinato, disegnata intorno al 1933 e venduta per 403.200 dollari (150-200mila) nonostante si trattasse di una fusione eseguita dal fratello Diego negli anni Sessanta. Nell’ambito della stessa asta, un raro lampadario in ottone di Gino Sarfatti, modello S 00106 del 1940 ca, ha ottenuto 88.200 dollari (30-50mila) e la stessa cifra è stata pagata per una coppia di poltrone, in noce e canna, prodotta da Cassina negli anni Cinquanta su disegno di Gio Ponti (20-30mila).

I risultati salgono vertiginosamente il giorno successivo, da Sotheby’s, dove la vendita «Important Design» ha totalizzato 24.569.336 dollari, grazie a top lot come la console «Hommage à Böcklin», straordinario pezzo unico di Diego Giacometti, realizzato intorno al 1978 in bronzo patinato e dorato, ferro patinato e vetro, aggiudicato per 6.813.300 dollari, quasi sette volte la stima minima. Altri top lot sono stati appannaggio dei coniugi Lalanne, i cui prezzi esorbitanti, ormai, non fanno più notizia. Sempre da Sotheby’s, lo stesso giorno, è stata dispersa la collezione di Peter M. Brant e Stephanie Seymour, comprendente opere d’arte contemporanea e significative prove di designer internazionali, esitati per un totale di 27.724.038 dollari cui hanno concorso diversi arredi di Jean Prouvé, tra cui un raro esemplare del tavolo «S.A.M.», modello n. 506 in acciaio smaltato con piano originale in mogano Sipo, disegnato nel 1952 ca per la sede centrale di Air France a Brazzaville nel Congo e venduto per 1.714.000 dollari (600-800mila). Oltre a numerosi lotti di Jean Royère esitati a prezzi decisamente importanti, da segnalare anche una rara poltrona progettata intorno al 1953 da Carlo Mollino, per la residenza di Fulgido Pomella nella Casa del Sole a Cervinia, e prodotta da Ettore Canali: stimata 100-150mila dollari è stata battuta per 390.600.

Un’altra collezione, quella molto sofisticata di Victoria, Lady de Rothschild, è stata esitata con successo da Christie’s a Londra il 9 dicembre per un totale di 3.769.250 sterline. Tra mobili, ceramiche, vetri e suppellettili varie firmati da importanti designer sia del ’900 sia contemporanei, ha fatto scintille una coppia di cornici dorate in vetro specchiato, pezzo unico disegnato da Armand Albert Rateau nel 1934 per una commissione privata: le cornici, squisitamente déco nella loro essenziale eleganza, racchiudevano due gouache cinesi su carta del XIX secolo raffiguranti uccelli e mazzi di fiori ed erano stimate 40-60mila sterline, cifra polverizzata dall’aggiudicazione per ben 525mila. A pari merito, sono stati venduti per 137.500 sterline ciascuno un curioso sofà di Johnny Swing del 2020, detto «Penny Couch» perché costituito da miriadi di penny saldati tra di loro (50-80mila), e una singolare console di Marc Fish del 2019, detta «Mokume-Gane Console Table» perché realizzata in quercia di palude di 3.500 anni con finitura in bronzo secondo la tecnica mokume-gane, antica procedura giapponese (15-20mila).

Nello stesso giorno, ma a New York, Christie’s batteva circa 160 lotti per un totale di 13.969.125 dollari: tra i top lot non potevano mancare i «Moutons de Laine» di François-Xavier Lalanne, una pecora e due ottomane del 1969-71 aggiudicati per 1.590.000 dollari (800mila-1,2 milioni), e i morbidi «Ours Polaire» di Jean Royère, un sofà e una poltrona del 1950 ca esitati per 1.110.000 dollari (800mila-1,2 milioni). Ma le vecchie guardie del ’900 continuano a essere apprezzate, come dimostrano i 930mila dollari sborsati per un’elegante scrivania e due sedie di André Groult del 1925 ca rivestite di shagreen, solitamente pelle di squalo, secondo i raffinati canoni Art déco (500-700mila). In ascesa anche i vetri francesi di Nancy, soprattutto Gallé e Daum, e ottimi risultati anche per il design italiano, rappresentato da Gio Ponti, Ico Parisi, Max Ingrand e Gino Sarfatti.

Sempre a New York, Bonhams esitava, il 14 dicembre, alcune ceramiche di Dame Magdalene Odundo, artista britannica nata in Kenya nel 1950, tra le quali un «Symmetrical Terracotta Piece» del 1990, di arcaica rossa purezza, è stato venduto per 362.812 dollari contro una stima di 40-60mila.

Passando alle aste italiane, i risultati si ridimensionano notevolmente, anche se superiori rispetto alle stime di partenza, come nel caso del divano modulare modello «Carrera» di De Pas, D’Urbino, Lomazzi, Decurzo del 1969, stimato 2-4mila euro e venduto da Cambi a Genova il 10 dicembre per 17.500 oppure, sempre presso la casa d’aste genovese nella sede di Milano, del mobile contenitore modello «MS 180» di Ettore Sottsass per Poltronova del 1964, stimato 20-30mila euro e aggiudicato a 50mila o, ancora, come nel caso di un importante mobile bar disegnato da Gio Ponti per Colombo e Vitali e presentato all’Esposizione di Parigi del 1937, rivestito in legno intagliato a diamante con maniglie in ottone, stimato 15-20mila euro ed esitato per 45mila.

Nel capoluogo ligure, Wannenes ha totalizzato il 15 e il 16 dicembre 1.077.373,50 euro, anche nel suo caso con numerose aggiudicazioni al di sopra delle stime, come per la scrivania a penisola di Aldo Tura, in multistrato rivestito in pergamena tinta all’anilina degli anni Settanta, aggiudicata a 18.850 euro contro una stima di 1.500-2mila.

New entry nel parterre delle case d’aste italiane, la torinese Incanto ha proposto, il 15 dicembre, circa 190 vetri di Murano, dal 1920 al 2020, provenienti da una collezione privata, tra i quali ha indubbiamente primeggiato Lino Tagliapietra con uno spettacolare pezzo unico del 2001, «Dinosauro», in vetro soffiato, canne zanfirico e incalmo, stimato 20-22mila euro e battuto a 37.700.

Chiude gli appuntamenti nazionali con il design la casa d’aste milanese Il Ponte con tre ricche tornate esitate il 16, 17 e 20 dicembre. Tra le offerte di maggior richiamo, una collezione privata milanese di 8 pezzi unici in vetro del maestro giapponese Yoichi Ohira trapiantato a Venezia, tutti venduti al di sopra delle stime, tra cui un grande vaso ovoidale con colletto troncoconico del 2002, eseguito da Livio Serena e Giacomo Barbini a Murano in vetro soffiato dalla complessa tessitura vitrea a strati sovrapposti, venduto per 81.250 euro contro una stima di 5-6mila. Un altro pezzo unico di Yoichi Ohira, un grande vaso a mosaico del 2003, in vetro soffiato con murrine circolari rosso opaco e rosso trasparente con inserti di polveri d’argento, di rame e nei toni del giallo e dell'arancio, è stato battuto per 62.500 euro contro una valutazione iniziale di 5-6mila.

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