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Restauro

Nuova vita allargata per il Salone del restauro

La XXVI edizione è organizzata da Ferrara Fiere, Carlo Amadori rimane come coordinatore scientifico

Una restauratrice al lavoro. © Gabriella Zordan Studio di restauro

Ferrara. La XXVI edizione del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese culturali, organizzata da quest’anno da Ferrara Fiere Congressi dell’Expo Bologna Fiere e non più da Acropoli, è in programma dal 18 al 20 settembre presso i padiglioni dell’Expo ferrarese.

Il Salone del restauro, al quale il Mibac ha confermato patrocinio e collaborazione tecnica, sta portando avanti un processo d’internazionalizzazione attraverso la stipulazione di nuove collaborazioni. L’edizione 2019 prevede inoltre un’estensione delle aree tematiche non limitate al tradizionale restauro architettonico e artistico ma estese a bioarchitettura, Green Restoration e sostenibilità. Il Salone ha così stretto un rapporto di partnership con RemTech Expo, evento internazionale organizzato da Ferrara Fiere e specializzato in bonifiche, rischi ambientali e naturali, sicurezza, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione del territorio, cambiamenti climatici e chimica circolare.

Ma soprattutto nasce un rapporto inedito con il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), in collaborazione con Ice/Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane e Assorestauro, che ha individuato in Ferrara Fiere e nel Salone del Restauro un ruolo centrale come hub internazionale del restauro. Questa nuova partnership prevede lo sviluppo di un progetto promozionale straordinario ad hoc, il «Restauro Made in Italy», orientato a incentivare la conoscenza e l’utilizzo a livello internazionale del Restauro come prodotto dell’eccellenza italiana, che sarà articolato in differenti fasi progettuali in Italia e all’estero.

Ma nei 20mila metri quadrati di Ferrara ci sarà molto altro, a partire dagli stand di decine di imprese italiane e straniere operative nei settori del restauro, della diagnostica, delle tecnologie, dell’illuminazione e del merchandising museale. Oltre ad altre autorevoli presenze, come Assorestauro, Federculture, Anmli, l’Università di Ferrara (il professor Marcello Balzani ha annunciato l’arrivo a novembre di una scuola di restauro post laurea), l’Ermitage di San Pietroburgo, il Sistema museale dell’Università di Bologna, l’Associazione dei Beni Patrimonio mondiale Unesco.

Tra le nuove iniziative collaterali spicca «Teatr’in Musica. Una voce per i teatri chiusi, inagibili, con restauri complessi», curato da Letizia Caselli che spiega: «Analizzeremo la situazione di importanti teatri, come il Massimo di Palermo, il Teatro Greco di Siracusa e il Petruzzelli di Bari e faremo un focus sui teatri dell’Emilia-Romagna danneggiati dal sisma del 2012».

Un’altra novità dell’edizione in arrivo è la collaborazione della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. L’ente, di recente fondazione, dipende dal Mibac, è presieduto dal docente universitario Marco Cammelli ed è diretto da Carla Di Francesco, ex segretario generale del Ministero.

«La Fondazione, spiega Carla Di Francesco, è un istituto di formazione, ricerca e studi avanzati e ha lo scopo di sviluppare e valorizzare le risorse umane, la ricerca, la conoscenza e l’innovazione nei settori del patrimonio culturale. Al Salone proponiamo i seminari “La complessità degli interventi di restauro in situazioni di crisi” dove parleremo anche di Notre-Dame e “Formazione per il Patrimonio culturale: modelli ed esperienze a confronto”».

Alla presentazione di questa ventiseiesima edizione tenutasi al Castello Sforzesco di Milano l’attuale segretario generale Mibac Giovanni Panebianco: «Presentiamo a Ferrara numerosi progetti; parleremo ad esempio della digitalizzazione del Parco archeologico del Colosseo e della sede dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Matera».

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 400, settembre 2019


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