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Valeria Tassinari
Leggi i suoi articoliDall’angolo marmoreo della Basilica di Collemaggio a L’Aquila, le gigantografie in bianco e nero, tese sui ponteggi da cantiere, creano un evidente contrasto e un segreto accordo, come se la purezza architettonica di questa facciata medievale, tra le più particolari al mondo, si mettesse in dialogo con quella strana «ricerca della purezza» che Letizia Battaglia ha portato avanti da sempre, scandagliando la verità dell’immagine femminile.
Sul fronte strada una ragazzina sugli scogli, una donna che ricama al sole, una gallina sulla tavola abbandonata, una ragazza tosta con la sigaretta tra le labbra, due signore sorridenti che lavorano all’uncinetto davanti alla loro automobile: dietro c’è il cantiere della Casa delle Donne dell’associazione TerreMutate, che si avvale di questo progetto site specific curato da Camilla Carrè per portare l’attenzione su quello che sarà un centro per l’accoglienza e l’incontro femminile e femminista.
Continua così la mission di «Meraviglioso Reale», il progetto di arte pubblica promosso dall’associazione Off Site Art, in partnership con l’organizzazione non profit statunitense ArtBridge, e patrocinato dalla Regione Abruzzo, dal Comune e dall’Università de L’Aquila. Un progetto che dal 2014 lenisce lo sguardo di chi percorre le strade del capoluogo abruzzese martoriato dal terremoto del 2009, proponendo interazioni visive di forte impatto, attraverso installazioni di grandi teli, in un’ottica di resilienza e ricostruzione del tessuto urbano e sociale.
Per L’Aquila un intervento importante per restituire visibilità alla ricerca estetica contemporanea, per Battaglia uno dei tanti progetti «schierati» di una donna che a ottantasette anni si definiva «più che femminista» e che, con spirito indomito, si guardava entrare da combattente nella storia della fotografia.
Le fotografie di Letizia Battaglia che coprono i ponteggi sugli edifici in ricostruzione
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