Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Il 10 dicembre il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci chiude le celebrazioni di questo 2019, «anno vinciano», con l’apertura delle Nuove Gallerie Leonardo da Vinci, la più grande esposizione permanente al mondo dedicata a Leonardo.
Frutto di quattro anni di lavoro, le Nuove Gallerie sono state totalmente rinnovate (grazie a Miur, Mibact, Regione Lombardia e Comune di Milano, con Fondazione Cariplo, Eni, Leonardo Company e altri), secondo il progetto di Claudio Giorgione, curatore del museo, con la collaborazione scientifica di Pietro C. Marani, fra i massimi studiosi al mondo di Leonardo.
La nuova esposizione presenta Leonardo nelle vesti d’ingegnere, umanista e indagatore della natura, inserendo però la sua figura nel tempo in cui visse: non un genio isolato, dunque, né quell’icona globale che è diventato nel tempo, bensì un uomo del suo tempo, sia pure unico per genialità.
Nell’allestimento (di Marida Cravetto e Federica Pagella-Studio LLTT, con François Confino), su 1.300 metri quadrati dialogano oltre 170 opere (70 modelli e plastici storici, 33 naturalia, 18 volumi antichi, 17 calchi, 14 affreschi e dipinti, 6 manufatti antichi, 13 facsimili storici) e 39 installazioni multimediali, che seguono le vicende di Leonardo sin dalla formazione, nella bottega fiorentina del Verrocchio, evidenziando poi il suo interesse per le macchine nella Firenze degli ingegneri toscani; l’uso del disegno come metodo di indagine in ogni ambito del sapere; i progetti d’ingegneria militare e le visionarie macchine belliche; le soluzioni tecniche escogitate nel primo soggiorno milanese, per migliorare lavoro e produzione; gli studi sul volo; l’osservazione del territorio e delle vie d’acqua lombarde; il contributo al dibattito sull’architettura, fino all’influenza sulla pittura lombarda del tardo Rinascimento e al pensiero della maturità, imperniato su un concetto di cosmo governato da leggi universali.
Al progetto hanno contribuito con prestiti la Pinacoteca di Brera (12 affreschi), Kosmos (Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia) e la Città Metropolitana di Milano, con l’imponente affresco strappato dell’«Ultima Cena» del Fiammenghino, oltre a 70 istituzioni di tutto il mondo.
«Immaginare il cosmo», una delle installazioni multimediali in mostra. © F Confino / Studio LLTT
Altri articoli dell'autore
Il duca mecenate al centro della mostra di Palazzo Ducale: da Guido Reni a Rubens, da Fetti ad Algardi, una quarantina di opere ricostruisce la stagione di massimo fulgore della corte mantovana alla vigilia della fine della dinastia
Al Palazzo Reale la bisnipote dell’artista riunisce 170 opere che passano dal tardo Impressionismo al Fauvisme, dal Cubismo all’Orfismo, dall’Astrattismo a uno stile di segno dadaista e poi al pieno Dadaismo, per confluire nel Surrealismo ed entrare nella stagione dei «Mostri» e delle «Trasparenze», passare attraverso una figurazione volutamente cheap e tornare infine alla pittura astratta
Nell’anniversario di questo sodalizio sono riuniti opere e documenti della lunga storia che ha portato nell’istituzione milanese lavori dalla «Cena in Emmaus» di Caravaggio ai nuovi ritratti di Ettore Modigliani e Giuseppe Bossi
Lo spazio come esperienza: a Milano la prima retrospettiva museale italiana dedicata a Luciano Fabro
Al Pirelli HangarBicocca 50 opere dedicate alla ricerca dell’artista torinese, esponente dell’Arte Povera, sullo «spazio abitato» inteso come campo dinamico di forze


