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Le chiese delle missioni francescane nella Sierra Gorda

Un osservatore privilegiato, Francesco Bandarin, scruta il Patrimonio Mondiale

La facciata della chiesa di Nuestra Señora de la Luz de Tancoyol

Dopo la conquista del Messico e la distruzione dell’impero azteco da parte di Hernán Cortés, nel 1521, gli spagnoli diedero inizio a un vasto progetto di sottomissione e di colonizzazione dei popoli di un’immensa parte dell’America del Nord (fino all’attuale California, Arizona, New Mexico e Texas), che li impegnò per oltre due secoli. Alla conquista militare, che aveva come obiettivo principale lo sfruttamento delle grandi risorse minerarie, si accompagnò un progetto di cristianizzazione delle popolazioni indigene, affidato ai grandi ordini religiosi: i Francescani, gli Agostiniani, i Domenicani, i Gesuiti.

Rapidamente, gli spagnoli posero sotto controllo le due fasce costiere del Messico: quella orientale, sul lato del Mar dei Caraibi, da dove erano arrivati, e quella occidentale, verso il Pacifico. Ma la zona centrale del Messico, dominata dalla catena della Sierra Madre Orientale, sfuggiva al loro controllo, per la difficoltà del terreno e per la resistenza offerta dai diversi popoli della regione, i Pame, i Guayachichil e gli Jonaz, chiamati nel loro insieme Chichimecas.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Francesco Bandarin, da Il Giornale dell'Arte numero 398, giugno 2019

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