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La traversata del deserto di Franceschini

Per sopravvivere fino alla riapertura dei luoghi della cultura, il Mibact continua a elargire ristori. Ora anche 22 milioni per l’editoria d’arte e i servizi

Dario Franceschini

L’Italia conferma la linea della saggia cautela e quindi di chiusura (anche) di tutti i luoghi di cultura contro la diffusione del virus. Il Governo prosegue nel suo impegno (sollecitato da categorie professionali e operatori) con copiosi ristori, per permettere alle stesse istituzioni, e relativo indotto diretto e indiretto, «di attraversare il deserto», come sottolinea il ministro Franceschini.

In Francia, invece, il presidente Macron, pressato da autorevoli intellettuali e all’insegna del motto «la cultura è essenziale per la nostra vita», ha fatto riaprire il 28 novembre gallerie d’arte, librerie, biblioteche e negozi di dischi, programmando per il 15 dicembre la riapertura di musei, monumenti, teatri e cinema, chiusi da sette mesi. Ma se i numeri non continueranno a diminuire, chiosa Macron, si sarà costretti, per il bene dell’intera comunità, a chiudere nuovamente.

Come detto, il Mibact prosegue la sua politica di «ristoro». Preziosa acqua giunge a rinfrescare le inaridite fonti dell’editoria culturale, con i 22 milioni di euro del Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali istituito dal decreto legge Ristori, destinati dal Mibact all’editoria specializzata in arte e turismo (12 milioni) e ai fornitori di servizi guida, audioguida o didattica nei musei e luoghi della cultura (10 milioni).

Il decreto firmato dal ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo specifica, tra i requisiti delle imprese editoriali specializzate interessate alla quota, che esse «abbiano pubblicato o distribuito in esclusiva almeno 10 novità editoriali nel 2019, abbiano almeno il 30% del catalogo di produzione e distribuzione esclusiva, per quanto riguarda il turismo, composta da pubblicazioni di turismo, abbiano almeno il 30% del catalogo di produzione o distribuzione esclusiva composta da pubblicazioni di arte e riproduzioni facsimilari e abbiano pubblicato almeno due cataloghi di mostre d’arte e collezioni nel 2019».

La restante quota di 2 milioni è invece specificamente diretta al sostegno delle riviste d’arte «che abbiano almeno il 70% dei contenuti pubblicati relativi al mondo dell’arte e delle mostre, includendovi i contenuti redazionali, su edizione cartacea e digitale, e la raccolta pubblicitaria settoriale». Entro cinque giorni dalla data di registrazione del decreto da parte degli organi di controllo, la Direzione generale Biblioteche e Diritto d’autore pubblicherà un avviso con le modalità e le scadenze per la presentazione delle domande di contributo. I soggetti interessati presenteranno domanda di contributo, in via telematica, entro 10 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, utilizzando la modulistica predisposta dalla medesima Direzione generale.

Per la quota di 10 milioni di euro riservata ai fornitori di servizi di guida, audioguida e didattica agli istituti e ai luoghi della cultura, i soggetti interessati troveranno specifico avviso pubblicato dalla Direzione generale Musei con le modalità per la presentazione delle domande di contributo, nonché per le verifiche documentali e per l’assegnazione dei contributi.

Il 18 novembre un nuovo decreto firmato da Dario Franceschini aveva portato a complessivi 49,4 milioni di euro il totale dei contributi resi disponibili ancora dal Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali, grazie a un’integrazione di 10 milioni di euro diretti al ristoro delle perdite dovute alla cancellazione, annullamento, rinvio o ridimensionamento di mostre d’arte programmate nel periodo autunnale in seguito all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

A questi si aggiungono i ristori diretti a istituzioni pubbliche non statali, cui il Mibact destina ulteriori 17 milioni in aggiunta ai 70 già elargiti, e i 497 milioni di euro a fondo perduto destinati al ristoro di agenzie di viaggio e tour operator, sulla base dell'avviso pubblicato il 20 novembre. Invita alla speranza Franceschini: «Siamo sicuri che alla fine di questo deserto ci sarà di nuovo una crescita e che anche il turismo internazionale tornerà in Italia con i numeri impetuosi che aveva fino al gennaio 2020».

Guglielmo Gigliotti, da Il Giornale dell'Arte numero 413, dicembre 2020

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