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Gli aiuti d’agosto non bastano più

Le risorse assegnate dal governo per l'emergenza di imprese e istituzioni culturali

Un momento della visita, in tempi normali, alle Gallerie dell'Accademia di Venezia

«Dobbiamo aiutare le imprese culturali ad attraversare il deserto». È questa la filosofia di Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, all’annuncio delle ultime misure economiche di ottobre. «Per fronteggiare la crisi della pandemia, solo quest’anno siamo arrivati a 9 miliardi di euro per i settori di cultura e turismo», ha dichiaro il 3 novembre. La più recente tranche di finanziamenti porta la data del 30 ottobre, e concerne l’assegnazione di 15 milioni di euro per le mostre d’arte cancellate, annullate o rinviate a causa dell’emergenza sanitaria, portando così a 35 milioni le risorse del Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali, istituito dal decreto Rilancio.

Ma il Governo era già corso in aiuto dei lavoratori della cultura, destinando a turismo, musei, fiere, restauri e collaborazioni a tempo determinato 3 miliardi di euro dei 25 stanziati con il decreto Agosto, approvato in Parlamento il 12 ottobre, a cui si sono aggiunti i fondi che il decreto Ristori del 28 ottobre indirizza, tra l’altro, a editoria e fiere (100 milioni), oltre che ad agenzie di viaggio e tour operator (400 milioni).

Per quanto riguarda il decreto Agosto, esulando le quote che andranno a dare respiro al mondo dello spettacolo (concerti, teatri, cinema) e del turismo, il Mibact è riuscito a ottenere l’incremento di 60 milioni di euro per il Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali (destinato a fiere, mostre, congressi), che passa a 231,5 milioni di euro. Musei e luoghi della cultura statali troveranno, per i mancati introiti da biglietteria, ulteriori 65 milioni di euro di «ristoro» per il 2020, che si aggiungono ai 100 milioni di euro già precedentemente stanziati.

Per il capitolo della tutela, conservazione e restauro del patrimonio culturale immobiliare storico e artistico pubblico, il Mibact ha istituito un Fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2020. Si incrementano di 5 milioni di euro per il 2020 l’autorizzazione di spesa per il funzionamento dei soggetti giuridici creati o partecipati dal Ministero, e di 25 milioni, sempre per l’anno in corso, l’autorizzazione di spesa relativa alla realizzazione del Piano strategico «Grandi Progetti beni culturali», ampliando il contenuto del Piano, che include adesso anche beni o siti di eccezionale interesse paesaggistico.

E se il Fondo per gli interventi a favore di cittadini illustri in stato di particolare necessità (la cosiddetta legge Bacchelli) ottiene un’integrazione di 250mila euro per il 2020 e di 750mila euro a decorrere dal 2021, il Fondo giovani per la cultura, già operativo negli anni 2014-15 per favorire l’accesso dei giovani alle professioni culturali e sostenere le attività di tutela e valorizzazione nel settore dei beni culturali, rinasce grazie a un rifinanziamento di 300mila euro per il 2020 e di un altro milione di euro annui dal 2021.

Tra le altre manovre a sostegno della cultura pubblica messe in atto dal Mibact, si segnala lo stanziamento di 4 milioni di euro per il 2020, e di 16 milioni per il 2021, in favore di incarichi di collaborazione (per un importo massimo di 40mila euro per singolo contratto) presso le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, per la durata massima di quindici mesi e comunque entro il 31 dicembre 2021.

Guglielmo Gigliotti, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

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