Intelligenza Artificiale: parliamone

In materia proliferano seminari, simposi e convegni, nell’ottica di scambi e ibridazioni tra i vari campi del sapere. Un’indagine il primo dicembre al Mauto di Torino

«A black and white portrait of #### in the style of ####» (2023), di Carlo De Marchis, AI generativa su carta Baryta Canson
Karin Gavassa |  | Torino

Intorno all’Intelligenza Artificiale (IA) si sta intensificando un terreno proficuo di scambi e ibridazioni tra i vari campi del sapere. È quanto sta avvenendo a Torino con il simposio «Beyond Production», avviato da Artissima e Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt nel 2021, che ha portato avanti, a cura di Ilaria Bonacossa, direttrice del Museo Nazionale dell’Arte digitale di Milano, una riflessione sul rapporto tra le nuove tecnologie, l’arte e la società attraverso un ciclo di studi presso le Ogr.

Dopo Nft e Metaverso, nell’evento del 2023 è stato introdotto un ingrediente identitario: il coinvolgimento dell’Intelligenza Artificiale nella restituzione dei contenuti del convegno. Alia, entità artificiale sviluppata dal dipartimento Deep Learning e Big Data di Alkemy Spa, società partner del progetto, ha affiancato i mediatori del simposio nella rielaborazione dei contenuti emersi, come una redazione live «smart» durante il talk di restituzione che si è tenuto ad Artissima. Alia ha così generato un haiku personalizzato per ciascun partecipante e compilato gli atti del convegno.

L’obiettivo è stato affrontare la domanda che anima il dibattito contemporaneo, se cioè l’IA sia un alleato, un sostituto o un nemico, in un excursus che passa attraverso aspetti legali ed etici, come il talk con Massimo Sterpi, Maria Abdulhamid, Edoardo Raffiotta e Annapaola Negri-Clementi così sintetizzato da Alia: «Il professor Edoardo Raffiotta ha discusso l’importanza di proteggere i diritti costituzionali e promuovere il principio democratico. Massimo Sterpi, avvocato e collezionista, ha esplorato l’interazione tra artisti e IA, affrontando il concetto di “generative-compositive” e la questione del plagio nell’arte generata dall’IA. [...] L’avvocato Annapaola Negri-Clementi ha presentato un caso di utilizzo dell’IA nell’arte, affrontando il tema della provenienza dei dati e dei diritti sulle immagini del Ministero della Cultura».

Una restituzione certo compilativa, ma utile a tenere traccia delle discussioni e recuperare gli atti per chi non ha potuto partecipare in presenza: «Massimo Sterpi ha offerto una prospettiva unica sull’interazione tra artisti e intelligenza artificiale. Ha introdotto il concetto di “generative-compositive”, sottolineando che l’IA non crea opere d’arte dal nulla, ma piuttosto compone e ricompone elementi preesistenti. Sterpi ha anche affrontato la questione del plagio nell’arte generata dall’IA, evidenziando la sfida di determinare l’autorialità delle opere. Ha sottolineato che, nonostante l’IA possa generare immagini e opere, il significato artistico e il messaggio trasmesso sono ancora fortemente legati all’intervento umano, all’ideazione e alla selezione dell’artista».

Dietro a queste riflessioni si cela il lato più strettamente «tech», quello della scrittura del codice e dello sviluppo, per comprendere l’IA dall’interno. Questa prospettiva è oggetto di un’indagine il primo dicembre al Mauto-Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, ancora una volta in una cornice ibrida, tra patrimonio, arte, tecnologia, per avvicinare pubblici diversi e comprendere le trasformazioni del presente. «AI Heroes» è l’evento a opera di Synesthesia, la digital factory torinese, che offre la possibilità di approfondire il tema dell’IA attraverso case history e workshop, con data scientist, designer ed esperti.

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