Il Vallo di Diano e il Cilento tra arte e natura

Il Patrimonio culturale della Campania | Provincia di Salerno

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Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è un territorio di straordinaria ricchezza gastronomica, naturalistica e storico artistica che costeggia il mare e si estende fin nell’entroterra appenninico. Dal 1997 è riserva della Biosfera MAB dell’Unesco; dal 1998 è iscritto, con i siti archeologici di Paestum e di Velia e la Certosa di Padula, nell’elenco del Patrimonio Unesco; dal 2010 è nella lista dei Geoparchi Unesco.

Il Vallo di Diano, fertile altopiano racchiuso tra le catene montuose della Maddalena e il Cilento, presenta una concentrazione di borghi e antichi sentieri che suggeriscono immersioni nella natura, nell’arte e nella cultura. Tra le mete più suggestive il centro storico di Polla con il Convento di Sant’Antonio e gli inghiottitoi naturali fuori dall’abitato, il borgo di Serrone a Sant’Arsenio con il Monte Carmelo e il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte a Padula, con affreschi bizantini e la vasca battesimale realizzata su una sorgente d’acqua. Il turismo ambientale attira invece verso i paesaggi appenninici (Valle delle orchidee di Sassano) che circondano il massiccio del Monte Cervati. Il percorso parte dal piccolo borgo di Monte San Giacomo e consente anche una visita alla chiesetta nella roccia dedicata alla Madonna delle Neve, meta di pellegrinaggi ogni prima settimana di agosto. La corposa Rete dei Musei del Vallo di Diano arricchisce l’offerta culturale: Il Museo Civico «Insteia Polla» a Polla; il Museo Archeologico «Elena D’Alto» ad Atena Lucana; l’Osservatorio sul Doposisma ad Auletta; il Museo degli antichi saperi a Buonabitacolo; il Museo Civico Etno-antropologico a Montesano sulla Marcellana; la Certosa di San Lorenzo; il Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale; il Museo dei Presepi; il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte; la Casa Museo Joe Petrosino; il Museo Civico Multimediale; il Museo del cognome e il Museo della pietra a Padula; le Grotte di Pertosa-Auletta, il Museo del suolo e il Museo speleo archeologico a Pertosa; l’Acquario didattico del fiume Tanagro e il Museo archeologico a Sala Consilina; la Valle delle Orchidee, il Museo del Liquore «Arturo Penna» e l’Ecomuseo della Valle delle Orchidee e delle antiche coltivazioni a Sassano; il Museo delle erbe, il Museo degli usi e delle tradizioni del Vallo di Diano, il Museo Diocesano San Pietro e il Museo lapidario dianese a Teggiano.

Il Cilento, territorio di grande valore paesaggistico, storico e culturale, si sviluppa tra i resti dell’antica Poseidonia (Paestum) e quelli della colonia greca di Elea che vide fiorire la scuola filosofica presocratica di Parmenide e Zenone; sullo sfondo il mito della ninfa Kamaraton e del nocchiero di Enea Palinuro. All’interno dell’area basso cilentana si apre il Golfo di Policastro che sul versante campano si estende fino a Sapri, nota per lo sbarco di Carlo Pisacane nel 1857, dove nell’area archeologica di Santa Croce si conservano i resti di una villa e di un porto romani. Scandito lungo la costa da spiagge, baie protette, grotte e torri saracene, il golfo accoglie sulle alture, a pochi chilometri dal mare, borghi incantevoli da cui si aprono panorami e itinerari naturalistici mozzafiato, tra cui «Apprezzami l’asino», antico sentiero tra Sapri e Maratea, ma anche interventi di arte pubblica, come «BREATH», realizzato nel 2017 dall’artista spagnolo Escif che, con l’associazione Incipit, ha piantato sul Monte Olivella 5mila alberi (lecci e aceri) in un’area del Comune di Vibonati parzialmente disboscata nella metà del Settecento.

LA CERTOSA DI SAN LORENZO
Il più vasto complesso monastico dell’Italia meridionale, fondato nel 1306, ha subito importanti rimaneggiamenti tra Cinque e Settecento. Oltre ai più noti ambienti monumentali (tra cui la Chiesa, il Chiostro grande e quello dei Procuratori, lo scenografico scalone ellittico a doppia rampa, la Sala del Capitolo, la Cappella del Tesoro, il Refettorio e la Biblioteca riaperta più di recente) sono fruibili dallo scorso anno alcuni luoghi legati al lavoro nella Certosa: la cantina con il maestoso torchio (ambientazione del film di Francesco Rosi «C’era una volta» con Sophia Loren), i sotterranei e l’Orto dei semplici (le cui spezie possono essere acquistate presso il bookshop). Visitabili anche le celle dei monaci con i lavori di artisti contemporanei installati in occasione della rassegna «Le Opere e i Giorni», ideata da Achille Bonito Oliva (2002-04), nonché il parco dove sono allestite altre opere di arte contemporanea legate a quel progetto («Ortus Artis»).

Certosa di San Lorenzo,
viale Certosa, Padula (SA)

LE GROTTE DI PERTOSA-AULETTA
Note come Grotte dell’Angelo, le cavità carsiche che si snodano sotto il massiccio degli Alburni nel versante settentrionale del Parco Nazionale presentano due singolarità: sono le uniche grotte in Italia dov’è possibile navigare un fiume sotterraneo, il Negro, che dà origine a un laghetto e a una cascata; in esse è presente l’unico primordiale insediamento palafitticolo in grotta fino ad oggi conosciuto (II millennio a.C.). Cunicoli e gallerie caratterizzate da concrezioni di forme diverse possono essere visitati attraverso due percorsi che si diversificano per durata. Inoltre è possibile approfondire gli aspetti geo-speleologici e archeologici dell’area con una visita al Museo Mida di Pertosa.

TEGGIANO
Una passeggiata nel centro storico di Teggiano è come una visita a un museo a cielo aperto. Il Duomo (XIII secolo), realizzato su progetto di Melchiorre da Montalbano (a cui si deve anche il portale maggiore e l’ambone), conserva al suo interno un prezioso Crocifisso del Quattrocento, opere di Domenico Di Venuta, Andrea Cariello e Giacomo Colombo e tombe di Tino di Camaino e Francesco da Sicignano. Tra le chiese più antiche si segnalano San Michele Arcangelo (cripta con affreschi trecenteschi e capitelli altomedievali) e Sant’ Andrea Apostolo (pala di Andrea da Salerno), mentre è di epoca rinascimentale la Chiesa di San Martino Vescovo. Ai margini della città murata medievale si ergono inoltre complessi conventuali: San Francesco, con soffitto a guazzo settecentesco di Francesco De Martino, e Sant’Agostino con tele del Sei e Settecento.

SAN GIOVANNI A PIRO
Intorno al 990 d.C. i monaci basiliani fondarono sul Monte Bulgheria la Badia di Gian Giovanni Battista, primo insediamento che diede origine alla comunità di San Giovanni a Piro. Mettendo in rete alcuni siti il Polo Museale cittadino favorisce l’attraversamento del territorio. Oltre alla Biblioteca Comunale e al Cenobio Basiliano, uno dei più importanti monasteri del monachesimo greco dell’Italia meridionale, il Polo comprende il Museo del Paleolitico di Scario (principale frazione di San Giovanni a Piro), dov’è allestita la mostra permanente «Centomila anni prima di Scario» e, nella frazione Bosco, la Casa dove José Garcia Ortega ha trascorso gli ultimi anni di vita, nonché il Museo dedicato al pittore spagnolo, che conserva il ciclo «Segadores». Anche all’entrata del paese si è accolti da un intervento murale su mattonelle realizzato da Ortega.

Fuori da questa rete, ma di particolare interesse paesaggistico, è il Pianoro di Ciolandrea, punto panoramico raggiungibile dal sentiero che conduce al Santuario della Madonna di Pietrasanta. Si tratta di una terrazza affacciata sul golfo di Policastro detta Belvedere delle quattro Regioni perché di lì lo sguardo si spinge verso la costa campana con il Parco Marino degli Infreschi e della Masseta, la costa lucana, quella calabra e nelle giornate più limpide si arriva a scorgere lo Stromboli (Sicilia).


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