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I borghi dell’Irpinia

Il Patrimonio culturale della Campania | Provincia di Avellino

Il Castello di Gesualdo

Ricca di bellezze storiche, paesaggistiche, culturali, religiose ed enogastronomiche, l’Irpinia è terra di santuari e abbazie e ospita circa cento caratteristici borghi.

In una posizione strategica per il controllo dei valichi appenninici, Nusco, posto all’interno del Parco Regionale dei Monti Picentini, è definito il «balcone dell’Irpinia» per i suoi affacci panoramici sulle montagne del Partenio, Picentini, Vulture, Taburno, Matese, Appennino Dauno e sulle valli del Calore e dell’Ofanto. Di origine longobarda, oggi il borgo presenta un aspetto settecentesco. La Cattedrale, che risale all’XI secolo e del cui nucleo originario restano tracce nella cripta romanica con un dipinto bizantino raffigurante la Madonna del Soccorso, ha un’imponente facciata in pietra locale, un portale rinascimentale e un maestoso campanile. All’interno affreschi del Pennino (1750), un pulpito ligneo seicentesco, il coro settecentesco e numerose tele. Il borgo si sviluppa attorno ai resti dell’antico castello longobardo e conserva palazzi nobiliari e chiese. Nei dintorni di Nusco vi sono interessanti architetture rurali inserite in itinerari naturalistici (da Fontigliano a Piano del Vento o da Fontana Marcantonio a Lagariello).

Arroccato intorno alla fortezza aragonese, Monteverde sorge su un colle nell’alta valle dell’Ofanto e si sviluppa sotto l’ala del suo castello costruito in pietra locale. Di fondazione longobarda l’edificio è stato ampliato dagli Aragonesi ed è stato trasformato in residenza signorile nel 1744. Circondato da campi di grano e dal lago artificiale di San Pietro, il borgo ha strade lastricate, palazzi e portali ottocenteschi ed è spesso immerso in una suggestiva nebbiolina. L’ex Cattedrale dedicata a Santa Maria di Nazareth (XIV secolo) si presenta nelle forme barocche del rifacimento del 1728 e conserva dipinti di scuola napoletana del Seicento, statue lignee e altari realizzati tra il XV e il XVIII secolo. Interessanti anche la chiesa settecentesca di Santa Maria del Carmine, la piccola Chiesa di Sant’Antonio (XVII secolo) e la chiesetta rurale di San Rocco all’ingresso del borgo. Il Torrente Osento, il fiume Ofanto e il lago artificiale consentono inoltre piacevoli escursioni naturalistiche.

Borgo medievale ai confini con la Puglia, Zungoli, di cui nel 1618 fu governatore l’autore de Lo Cunto de li Cunti Giambattista Basile, è posto su un colle circondato dai monti Molara, Monticelli e Toppo dell’Anno. Questa terra di confine ha sempre goduto di una posizione strategica in quanto collegata dalle strade romane Appia e Traiana e attraversata dal tratturo Pescasseroli-Candela, in tempi più recenti divenuto un percorso turistico-ambientale.
Stradine strette e tortuose e scalinate attraversano il borgo costruito in pietra locale e caratterizzato dall’impianto medievale e dalle grotte di epoca romana scavate nel sottosuolo arenario. Il castello normanno con torri angolari fu trasformato in residenza nobiliare nel XVI secolo. Fuori le mura sorgono il Convento di San Francesco dei Frati minori riformati (XVI secolo) e la piccola Chiesa dell’Incoronata protettrice dei pastori e dei tratturi.

Nella valle del Cervaro, circondato da campi coltivati a grano e a fieno, da uliveti e da vigneti, sorge Savignano Irpino. Di fondazione longobarda è il Castello Guevara, trasformato dai Normanni nel XII secolo e adibito successivamente a palazzo signorile. La cinquecentesca Chiesa Madre presenta una facciata neoclassica realizzata con la pietra viva proveniente dalla Targiana (località tra Savignano e Monteleone) utilizzata anche per l’interno (pilastri, battistero, Cappella di Sant’Anna). Il punto più panoramico del centro storico è detto «La Tombola» per la presenza di una tomba normanna. Di interesse anche Palazzo Orsini (oggi Municipio), costruito con la funzione di ospedale nel 1727 dal cardinale Orsini, poi papa Benedetto XIII.

Tre le passeggiate naturalistiche, il bosco di conifere e querce nell’area della sorgente sulfurea Rifieto in contrada Licese e un percorso lungo il tratturo Pescasseroli-Candela che attraversa le contrade di Savignano. In zona Cesine sorge il Mulino Normanno detto anche «di Betlemme», antico opificio di forma conica.

Nell’area protetta del Parco regionale del Partenio si trova Summonte che deve il suo nome all’ubicazione sotto il monte Vallatrone (Submontis). Il borgo medievale, a cui si accede attraverso l’Arco di San Nicola, si caratterizza per la maestosa Torre Angioina (elevata sui resti di una precedente struttura di epoca normanna) in cui oggi è allestito il Museo Civico. Oltre alla Chiesa dell’Annunziata e a quella di Sant’Andrea, è di notevole interesse la Chiesa di San Nicola di Bari, di impianto seicentesco, con l’altare maggiore decorato con marmi policromi, una balaustra con tarsie di marmi e pietre dure e un coro ligneo del Settecento. Accanto si ergono il campanile e la Congrega del SS. Rosario (XVI secolo), che conserva il coro ligneo intagliato con sedili e spalliere arricchiti da motivi classici e naturalistici. Summonte si distingue per il suo patrimonio naturalistico: lungo il percorso ambientale Summonte-Campo San Giovanni, sentiero panoramico tra i boschi di faggio e di castagno fino al pianoro carsico di Campo San Giovanni, s’incontra la piccola chiesa rupestre di San Silvestro risalente all’XI secolo.

Situato su un’alta collina dell’Irpinia centrale tra le valli Fredane e dell’Ufita, in un’area ricca di acque sorgive, il borgo di Gesualdo si è sviluppato attorno al castello longobardo che fu residenza del principe madrigalista Carlo Gesualdo. Il castello racchiude una stamperia, che stampò i «Libri V e VI di madrigali a cinque voci» e i «Responsoria», le opere più famose di Carlo Gesualdo, e un teatro animato da cantori, musici e poeti tra cui Torquato Tasso. Oggi ospita una mostra permanente di strumenti musicali. Il raffinato borgo, che si caratterizza per vicoli, chiese, fontane e palazzi costruite con la pietra locale (dalle pietre dure all’alabastro), si trova in un’area di altissimo rilievo non solo storico artistico, ma anche paesaggistico, religioso, culturale ed enogastronomico. Non distanti sono gli scavi romani di Mirabella Eclano (nota anche per la festa del «Carro»), i resti castellari di Rocca San Felice, dov’è possibile ammirare lo spettacolo prodotto dalle bocche sulfuree della Mefite, i ricchi tesori della Cattedrale di Guardia Lombardi e le Terme di San Teodoro a Villamaina.


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Olga Scotto di Vettimo, da Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Rocca San Felice (foto di Pasquale Moscillo)
  • L’Abbazia del Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi (foto di Pasquale Moscillo)
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