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«The Pornographer» (2021) di Beatrice Favaretto. Cortesia l’artista e Lo schermo dell’arte

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«The Pornographer» (2021) di Beatrice Favaretto. Cortesia l’artista e Lo schermo dell’arte

I primi 30 anni della GAMeC di Bergamo

Tutto il 2022 dedicato alle celebrazioni: Radio GAMeC 30 ripercorre la nostra storia recente, dall’11 marzo in mostra la collezione «impermanente» e il progetto «Dancing Plague» di Panos Giannikopoulos

Ada Masoero

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Sono trascorsi poco più di trent’anni (era il novembre 1991, l’anno in cui esordiva www, il World Wide Web, e si scioglieva l’Unione Sovietica) da quando s’inaugurava la GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, che oggi festeggia l’anniversario dedicando la sua programmazione 2022 al trentennio appena trascorso.

Innanzitutto ritorna Radio GAMeC, la fortunata iniziativa voluta nel 2020, in piena pandemia, dal direttore Lorenzo Giusti, riconosciuta dall’Unesco come una delle migliori iniziative museali al mondo «generate» dal lockdown (e la GAMeC, proprio per questa sua originale attenzione al pubblico, si è meritata nel 2020 il Premio del Giornale dell'Arte al miglior museo). Ora, come Radio GAMEC 30, ripercorre in 30 appuntamenti (trasmessi in podcast e distribuiti sulle principali piattaforme gratuite di streaming) gli snodi più influenti, nel bene e nel male, degli ultimi trent’anni della nostra storia, rileggendoli con l’aiuto di personalità del mondo dell’arte e della cultura.

L’11 marzo apre poi al pubblico «Collezione Impermanente #3.0»,terza tappa del ciclo dedicato alla sua collezione, esposizione curata da Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni e A. Fabrizia Previtali, in cui sono riunite oltre 50 importanti lavori del patrimonio di GAMeC, opera di artisti di generazioni diverse ma tutti realizzati nell’ultimo trentennio, qui messi a confronto con i lavori inediti di quattro «testimoni del presente»: Ruth Beraha, Iva Lulashi, Nicola Martini e Federico Tosi, tutti nati tra gli anni ’80 e’90. In contemporanea va in scena «Dancing Plague», il progetto di Panos Giannikopoulos, vincitore dell’XI edizionedel Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte-EnterPrize, che dal 2003 sostiene giovani curatori.

Giannikopoulos ha preso le mosse dal fenomeno, diffuso tra XIV e XVII secolo, della «piaga del ballo», un «morbo» misterioso che spingeva gruppi di persone di diversi Paesi d’Europa a ballare compulsivamente, come in trance, per settimane intere. Su questo sfondo il curatore esplora le problematiche delcolonialismo e della pandemia, attraverso i lavori di Benni Bosetto, Ufuoma Essi, Klaus Jürgen Schmidt, Lito Kattou, Petros Moris, Eva Papamargariti, Konstantinos Papanikolaou, Mathilde Rosier, Michael Scerbo ed Elisa Zuppini, affrontando al contempo temi come la teoria queer, la pulsione di morte, la danza come strumento identitario di comunità e di individui marginalizzati, e altri ancora, di non meno bruciante attualità.

«The Pornographer» (2021) di Beatrice Favaretto. Cortesia l’artista e Lo schermo dell’arte

«Diteggiatura» (2021) di Riccardo Giacconi. Cortesia l’artista, Slingshot Films e Lo schermo dell’arte

«Talking About Visibility» (2021) di Caterina Erica Shanta. Foto Rawsht Twana, Alma Naranja. Cortesia l’artista, Lo schermo dell’arte, Artissima e Torino Social Impact

Ada Masoero, 10 marzo 2022 | © Riproduzione riservata

Ada Masoero

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