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Opinioni

IL MUSEO DEL 2020 | Gamec di Bergamo

I protagonisti dell'anno scelti dal Giornale dell'Arte

Museo GAmec Bergamo. Foto di Lorenzo Palmieri

Nell’anno della crisi di tanti, e quindi anche dei musei (economica, di presenza, di identità), avremmo potuto premiare il nuovo edificio del Museum of Fine Arts di Houston, un progetto grandioso per ambizioni architettoniche, con la firma di Steven Holl, per l’investimento finanziario, 450 milioni complessivi, e per la qualità delle collezioni, comprese nuove apposite commissioni. Con questo avremmo sottolineato il significato simbolico, nel segno di una possibile e agognata ripartenza e di una rinnovata fiducia nel futuro dei musei, in tutto il mondo e anche negli Stati Uniti, in cui altre istituzioni sono costrette dalla crisi a vendere opere delle proprie collezioni.

Ma il 2020 è anche l’anno in cui musei grandi e (soprattutto) medi e piccoli hanno dovuto reinventarsi: cioè ridefinire se stessi, i propri strumenti di comunicazione con il pubblico (il proprio, tradizionale, ma soprattutto quello nuovo, tutto da scoprire e magari da inventare) e il proprio ruolo rispetto alla comunità di riferimento. In rappresentanza di tutti quei musei che, in Italia e nel mondo, hanno trovato nell’online e nel digitale strumenti nuovi ed efficaci (ottimi anche il Centro Pecci di Prato, il MAMbo di Bologna, il Museo Nazionale Romano di Roma e molti altri), il nostro premio va dunque alla GAMeC di Bergamo che, grazie al suo brillante direttore Lorenzo Giusti, opera in modo originale e libero (cioè fantasioso, non dogmatico).

E lo fa in una delle città simbolo degli epocali stravolgimenti prodotti dal Covid-19. I progetti messi in campo sono molti, e tra loro in vario modo collegati. Tutti insieme, ci confortano nella speranza che davvero i musei possano svolgere un ruolo attivo nella vita sociale, occupandosi prioritariamente dei giovani: oggi in gran parte privati di stimoli e confronto che solo la scuola «in presenza» può fornire. Al progetto più noto, Radio GAMeC, nato in piena emergenza sanitaria e riconosciuto dall’Unesco come una delle migliori iniziative museali al mondo sorte durante il lockdown (dopo la presenza web, oggi prosegue in Fm, ogni sabato, sulle frequenze di Radio Popolare), si affianca «Aula magna. Arte, cittadinanza e costituzione» (fino a tutto gennaio, e possibilmente oltre).

È un programma di «incontri digitali per le classi superiori, aperti al pubblico adulto, tra educazione civica e arte». Ogni sabato, alle 10, si alternano figure come Luca Mercalli, Nando Pagnoncelli, Pier Luigi Sacco per parlare di diritto alla cultura e diritti di genere, ecologia e diritto dell’ambiente, solidarietà e stato sociale, costituzione e diritto internazionale. Le lezioni online («dalla classe al mondo») si tengono nell’aula scolastica (nella foto), ora forzatamente inaccessibile, allestita nella mostra «Ti Bergamo. Una comunità». Perché il museo sia un luogo di formazione permanente.

I PROTAGONISTI DEL 2020 SCELTI DAL GIORNALE DELL'ARTE
La mostra
Il libro
Il museo
Il personaggio

Alessandro Martini, da Il Giornale dell'Arte numero 413, dicembre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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