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Arianna Antoniutti
Leggi i suoi articoliNel volume Verità nascoste sui muri dei maestri, Maurizio De Luca, dal 1995 al 2010 Ispettore e Capo restauratore dei Laboratori di Restauro dei Musei Vaticani, ha compendiato la sua indagine sugli affreschi realizzati in Vaticano dai sommi pittori del Quattro e Cinquecento. «Impegnato in un corpo a corpo con l’opera d’arte», con la mano e la sapienza del «coerente e amabile narratore», scrive Claudio Strinati nella sua presentazione al libro, De Luca conduce il lettore su di un duplice percorso: da un lato il dato tecnico, i procedimenti e i materiali del cantiere di restauro, dall’altro il «tesoro nascosto» tra le pieghe della pittura. «Anche i muri parlano» afferma De Luca, e ascoltandoli si entra in contatto con una segreta «storia quotidiana dell’arte».
Una storia fatta di ripensamenti (come il verdeggiante prato che in origine Perugino aveva immaginato al posto del candido pavimento marmoreo nella «Consegna delle chiavi»), e di difficoltà, come il procedere lento e frammentario di Michelangelo sui murali della Cappella Paolina. Oltre alla Paolina, e alle «gigantesche pagine miniate» dei quattrocenteschi dipinti Sistini, De Luca prende in esame l’Appartamento Borgia di Pinturicchio, con la sua sovrabbondanza decorativa, e le Stanze di Raffaello, contraddistinte dalla finezza d’esecuzione dell’Urbinate.
In uno degli affreschi più noti delle Stanze, un restauro ha rivelato un brano di «vera e propria vita vissuta»: un’estesa macchia rossa sul volto dell’angelo che libera San Pietro dal Carcere. Una scodella di colore, rovesciata sull’affresco appena realizzato, creò un danno cui probabilmente lo stesso Raffaello dovette porre rimedio, restaurando se stesso.
Verità nascoste sui muri dei Maestri. Michelangelo, Raffaello, Perugino, Pintoricchio e gli altri in Vaticano
di Maurizio De Luca
167 pp., ill.
Artemide, Roma 2016
€ 30,00
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