Guercino senza segreti per Zuccari

Da una richiesta di perizia del Tribunale è nata un’indagine sugli affreschi del pittore bolognese nel Casino Ludovisi e un libro su questo argomento che si affianca alla rivista «Storia dell’arte»

«Giardino con figure», affresco di Guercino
Arabella Cifani |

Ci sono studi che nascono da situazioni singolari, come nel caso di questo volume. Il Tribunale di Roma ha chiesto nel 2018 ad Alessandro Zuccari di periziare, in vista della vendita del Casino Ludovisi a Roma, lo straordinario e celeberrimo patrimonio di affreschi che lo adorna. Zuccari vi si è dedicato, ma ha anche fatto molto di più: coadiuvato da Daniele Benati, Barbara Guelfi e Raffaella Morselli, ha avviato uno studio sistematico e innovativo su Guercino al Casino Ludovisi.

Ha coinvolto lo staff del Laboratorio Diagnostico del Dipartimento dei Beni Culturali di Bologna che, come forse mai si era fatto prima, ha indagato sulla tecnica pittorica del Guercino (1591-1666) e ha fatto eseguire fotografie ad altissima definizione. Infine ha trascinato 16 importanti studiosi in un’indagine storico-artistica su questo eccezionale bene culturale che ci auguriamo possa presto far parte del patrimonio dello Stato ed essere fruito da tutti (le aste di vendita finora non sono andate a buon fine).

Ne è scaturito un libro, importante e originale, un’edizione monografica che si affianca alla rivista «Storia dell’arte» ma come volume a sé. Gli studiosi hanno esaminato, ognuno per le sue competenze, gli affreschi di Guercino (1621-23), la sua presenza a Roma, i Ludovisi e i loro archivi, la loro committenza e collezioni, la fortuna critica dell’«Aurora» e, più in generale, la fortuna di tutti gli affreschi del pittore emiliano presenti nel Casino Ludovisi.

Non ultima, una puntuale ricognizione delle tecniche pittoriche che ha evidenziato, oltre alla sua acclarata e quasi prodigiosa capacità espressiva, il poco uso del disegno e dei cartoni, la preferenza per il lavoro a mano libera. L’insofferenza verso le tecniche tradizionali dell’affresco, che soffocavano la sua fantasia e l’urgenza del fare, lo portò a utilizzare una tecnica mista, dipingendo prevalentemente a secco.

Guercino il carro dell’Aurora lo aveva visto rombare nell’aria rosata, dipinto con tocchi leggeri e con una pittura fluida ed eloquente; voleva poter produrre cambiamenti in corso d’opera (cosa che per gli affreschi è molto difficile), abbozzava e rifiniva insieme. Così dalla sua mente uscirono le nuvole rossastre e i pipistrelli della «Notte» illuminata dalla luce lunare, le rondini che garriscono volando rapidissime attorno al carro dell’Aurora, i fiori che il suo corteggio di putti fa esplodere nell’aria per annunciarne l’arrivo.

Anche nella sala dei paesaggi gli ameni luoghi dipinti da Guercino, Domenichino, Paul Bril, Giovanni Battista Viola hanno assunto grazie a questo studio un nuovo spessore critico, storico e artistico. Vale la pena di soffermarsi anche sulla Sala della Fama, dipinta prevalentemente a tempera, anch’essa oggetto di studi approfonditi, la cui architettura prospettica si deve ad Agostino Tassi, mentre il Guercino delineò nella volta le figure dell’Onore e della Virtù sopra le quali la Fama si libra alta nel cielo suonando la sua tromba d’oro, nella dimensione atemporale del mito.

Guercino nel Casino Ludovisi 1621-1623,
a cura di Daniele Benati, Barbara Ghelfi, Raffaella Morselli, 270 pp., ill., numero monografico di «Storia dell’arte», Nuova serie, n. 1, De Luca Editori d’Arte, Roma 2022, € 68

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