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Era il 1998-99 quando Marco Voena presentava a Milano, con Sperone Westwater, la memorabile «Gold. Gothic Masters and Lucio Fontana». Quasi 25 anni dopo, Robilant+Voena propongono dall’8 febbraio al 7 marzo, nella Chiesa Protestante di St. Moritz, «Fontana and the Gotic», una rassegna che, con opere diverse, ne ricalca il percorso.
Anche oggi, infatti, i dipinti di maestri fiorentini e senesi del Gotico e del Rinascimento dialogano felicemente con i «Concetti spaziali» e le «Attese» (su oro, ma non solo) e con le ceramiche di Lucio Fontana: un dialogo tutt’altro che azzardato, non soltanto alla luce de Il gusto dei primitivi (1926) di Lionello Venturi, ma anche per l’asserzione di Fontana (nel «Manifiesto Blanco», 1946) secondo cui «le condizioni fondamentali dell’arte moderna si notano chiaramente nel secolo XIII, nel quale comincia la rappresentazione dello spazio».
Senza dimenticare poi le parole, citate da Alberto Fiz nel catalogo del 1998, che Fontana amava ripetere congedandosi dagli amici del bar Giamaica: «Vado a fare i miei fondi oro», diceva, riferendosi ai «Concetti spaziali» su oro di cui la mostra esibisce magnifici esempi. Non meno efficace è il raffronto tra il «taglio» rosso del 1967 e la «Crocifissione» di Niccolò di Bonaccorso con la ferita del costato zampillante sangue, o fra le due «Nature» di scura terracotta, 1959, e i due tondi di Taddeo di Bartolo con san Francesco e un santo francescano chiusi nel loro saio, o fra la turbinosa «Madonna con il Bambino» (1954-57) di Fontana, di ceramica smaltata biancazzurra, e la «Natività» di Pietro di Francesco Orioli.
Tutte prove eloquenti del fatto che in quegli antichi maestri (tra gli altri, Jacopo di Cione, Sano di Pietro, Bicci di Lorenzo o Apollonio di Giovanni) come nel maestro della modernità, insieme alla ricerca sullo spazio, scorreva una potente, seppur differente, ansia di trascendenza.
A sinistra, la «Crocifissione con la Vergine Maria e i santi Maria Maddalena, Francesco e Benedetto, 1450 ca, di Apollonio di Giovanni; a destra, un «Concetto spaziale» del 1960 di Lucio Fontana
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