Gli obiettivi del sindaco Roberto Lagalla per Palermo

Un network cittadino di fondazioni, musei, teatri, Università con programmi e progetti comuni, potenziare il trasporto pubblico e decongestionare il traffico privato nelle proposte dell’amministratore per la sua città

Roberto Lagalla
Olga Scotto di Vettimo |  | Palermo

Ordinario di diagnostica per immagini e radioterapia presso l’Università degli Studi di Palermo, cittadino onorario di Agrigento e di Racalmuto, Roberto Lagalla (Bari, 1955) è stato eletto sindaco di Palermo nel 2022, dopo aver ricoperto incarichi istituzionali in ambito universitario, politico e amministrativo. Rettore dell’Università degli Studi di Palermo dal 2008 al 2015, assessore regionale alla Sanità dal 2006 al 2008, fonda nel 2017 il movimento civico Idea Sicilia e viene eletto deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana. Dal 2017 al 2022 ha ricoperto la carica di assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, da cui si è dimesso per candidarsi a sindaco.

«Il mio partito è Palermo», ha dichiarato durante la campagna elettorale dello scorso 2022. In che modo è riuscito a tradurre questa affermazione in una visione pratica per la città?
Quell’affermazione si riferiva al fatto che, terminata la campagna elettorale, non avrei agito in termini di appartenenza politica, ma solo per finalità di interesse pubblico, cioè che avrei lavorato per la città e per tutti i cittadini. Innanzitutto, abbiamo voluto coinvolgere soprattutto quei palermitani che vivono nelle aree di maggiore disagio sociale e lo abbiamo fatto anche attraverso l’arte, che svolge una funzione determinante per la costruzione di modelli e di sensibilità identitarie. In collaborazione con il Teatro Massimo, ad esempio, abbiamo organizzato spettacoli nelle scuole dei quartieri dove si registra maggiore difficoltà sociale. Le arti possono fare molto per costruire un senso di cittadinanza.

Avviare all’osservazione del bello, quindi prendersi cura e farsi carico degli spazi comuni, che smettono di essere considerati res nullius, produce responsabilizzazione nei cittadini e acquisizione di nuove consapevolezze da parte dell’intera comunità. Anche in occasione delle celebrazioni dei 400 anni dal salvamento dalla peste da parte di Santa Rosalia verrà coinvolto non solo il centro storico di Palermo, ma anche tutti gli altri quartieri della città parteciperanno ai festeggiamenti.


Esiste un sistema di rete tra l’Amministrazione comunale e le altre istituzioni di cultura cittadine?
Dall’inizio abbiamo già operato secondo un metodo che certamente nel tempo dovremo potenziare e ampliare. Su questi aspetti la Giunta è impegnata soprattutto attraverso le attività che svolgono gli assessori alla Cultura, Giampiero Cannella, e alla Rigenerazione urbana, Maurizio Carta. L’intento è costruire un network cittadino tra tutte le realtà che si occupano di cultura, quindi fondazioni, musei, teatri, Università, per dare una reale percezione di una programmazione e di una progettualità comuni, che includano anche gli archivi storici, da quello di case editrici come la Sellerio a quello di artisti come Letizia Battaglia, la fotografa palermitana scomparsa lo scorso anno.

Una parte consistente dei fondi Pnrr sono destinati alle infrastrutture e ai servizi. In che modo anche i settori Cultura e Turismo beneficeranno di queste risorse?
L’antefatto dello sviluppo di Turismo e Cultura sta nell’organizzazione dei servizi e nelle infrastrutture. Per dieci mesi l’anno Palermo è meta di turismo congressuale, ma occorre renderla effettivamente una città in grado di offrire servizi degni. Stiamo lavorando al completamento della rete tranviaria e metrotram per favorire il trasporto pubblico di massa e decongestionare il traffico privato. Inoltre, stiamo avviando opere di riqualificazione del centro storico e della zona costiera. Riqualificazione ambientale e del centro storico, miglioramento di servizi e infrastrutture sono strettamente legati al potenziamento culturale e al turismo.

Che evidenza darete alle celebrazioni per i 400 anni di Santa Rosalia?
Patrona e salvatrice della città, nell’immaginario storico e popolare, Santa Rosalia è simbolo di fede, devozione e speranza. Ogni palermitano, quando è in difficoltà, alza gli occhi al Monte Pellegrino e invoca la santa. Tra le tante attività in programma, si prevede anche il ripristino del cammino della santa, quindi del percorso che dai monti della Quisquina, in provincia di Agrigento, conduce al Monte Pellegrino a Palermo. Santa Rosalia è un’icona non solo siciliana, ma nazionale, e perfino con un ampio riscontro internazionale grazie alla numerosa presenza di siciliani emigrati in altri Paesi. In occasione delle celebrazioni per i 400 anni realizzeremo attività e progetti di richiamo anche all’estero.

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