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Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoli«Il pastore scolpito nel legno e l’oggetto di plastica stampato condividono un’origine comune: la sapienza artigianale. Dietro ogni prodotto industriale c’è uno stampo, un modello, un gesto iniziale plasmato con cura e maestria. L’oggetto di plastica, apparentemente impersonale, porta in sé l’impronta di chi ne ha creato la matrice», dichiara Claudio Gambardella, curatore della mostra «RI... VITA. Il design di altri mondi», prodotta dalla Fondazione Plart, allestita negli spazi del museo napoletano della plastica dal 29 gennaio al 31 marzo 2026.
L’esposizione prevede un dialogo tra un gruppo di pastori artigianali dell’Alto Adige proveniente dalla preziosa collezione di Maria Bruno, madre della presidente della fondazione Maria Pia Incutti, e una selezione di oggetti in materiali plastici provenienti dal Museo Plart. Da questo incontro nasce una riflessione sulla continuità tra tradizione e innovazione, artigianato e industria, l’unicità del gesto dell’uomo e la serialità della macchina, tra sapere manuale e competenze tecnologiche. Sebbene in prima istanza non sembrerebbe esserci una relazione tra un pastore in legno intagliato a mano dagli artigiani della Val Gardena e un oggetto di plastica stampato industrialmente, la mostra invita a riflettere quanto invece oggi questa distanza debba considerarsi culturalmente molto più sfumata e quanto il gesto del fare rimanga sostanziale.
«Desideravo omaggiare mia madre, chiarisce Maria Pia Incutti, queste sculture in legno appartenevano a lei e per me rappresentano un segno di armonia dal passato al presente, verso il futuro. Non a caso l’inaugurazione della mostra si incrocia con il compleanno della Fondazione Plart: 18 anni e ancora tanta vita!». Riconosciuto nel 2009 dalla Regione Campania come Museo di interesse regionale ed entrato a far parte dal 2010 della rete dei Giacimenti del Design Italiano istituita dalla Triennale di Milano-Museo del Design, il Museo Plart possiede una delle collezioni di plastiche storiche più organiche al mondo, frutto della donazione dei fondatori Maria Pia Incutti e Salvatore Paliotto, che, soprattutto tra gli anni ’70 e ’90, hanno raccolto oltre 2mila oggetti nei negozi di modernariato, nei mercatini e nelle aste di tutto il mondo. Non solo opere di importanti artisti e designer, tra cui Tony Cragg, Haim Steinbach, Peter Ghyczy, Riccardo Dalisi, Andrea Branzi, Enrico Baj, Ugo La Pietra, Studio65, Guido Drocco, Franco Mello, Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso, Piero Gilardi, Franco Mello, ma anche una ricca selezione di oggetti di design anonimo, tra cui borse, gioielli, arredi, utensili comuni, elettrodomestici, giocattoli, apparecchi radio, realizzati in bois durci, celluloide, acrilico, resina fenolica, polietilene, polistirene, pvc, abs e altri polimeri sintetici, testimonianze preziose della storia di questo materiale dalla seconda metà dell’800 a oggi.
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