Genesi e Apocalisse

Arthur Duff e fotografi in Medio Oriente

Jenny Dogliani |  | Verona

L’incapacità di giungere a qualsiasi conclusione sull’origine del mondo è il paradosso per eccellenza, un enigma che è impossibile risolvere tanto quanto lo è dimostrare l’esistenza di un’opera se nessuno la osserva. Sono alcuni dei temi affrontati fino al 10 giugno da Arthur Duff (Wiesbaden, 1973) nello Studio La Città con la personale «Flat all the way dawn», equivalente inglese del nostro «è nato prima l’uovo o la gallina?».

Tra le opere esposte, una serie recente di blocchi di corde annodate, istantanee della condensazione delle particelle elementari nell’universo primordiale; accanto a essa parole di raggi laser, proiettate sui visitatori, ricordano che il significato di qualunque frase si può compiere solo nella mente del destinatario, mentre sculture con segni e scritte al neon su pietre laviche alludono alla trasformazione di materia ed energia. Sui mutamenti storici e
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