Frieze tra due fuochi

Il Tefaf a Manhattan e la «congiunzione astrale» Biennale-Documenta-Art Basel-Münster condizionano offerta e vendite

Anny Shaw |  | New York

Frieze New York, famosa per la sua arte supercontemporanea, quest’anno guardava anche al passato, con un maggior numero di proposte di arte del XX secolo rispetto al solito. Tra le new entry in questo settore, Castelli Gallery, Bernard Jacobson, Axel Vervoordt ed Eykyn Maclean, che offriva «Red Rabbit» (1982) di Jean-Michel Basquiat a 8,5 milioni di dollari. Era la prima apparizione a Frieze New York di un’opera dell’artista, ma non è dato sapere se abbia trovato un acquirente, sia pure in un momento favorevolissimo per le opere del «Picasso nero», confermato dai 110 milioni di dollari, cifra record pagata per un suo dipinto passato in asta alla Sotheby’s di New York il 18 maggio, 11 giorni dopo la chiusura dell’edizione 2017 della fiera.

Non è la prima volta che Frieze strizza l’occhio a gallerie attive su una linea storicizzata, in questo riflettendo un clima «retrò» assai in voga di
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