Frieze New York promette bene

In un clima di rinnovato ottimismo, la fiera, seppur più contenuta, sembra iniziare con il piede giusto, tra presenze artistiche dalla Biennale, vendite immediate e tante voci femminili

«Orisons (Red Sun)» (2022) di Marguerite Humeau
Elisa Carollo |  | New York

Frieze è tornata a New York, dal 18 al 22 Maggio, con una seconda edizione all’interno dello Shed e 66 delle più importanti gallerie da tutto il mondo.
Sotto la nuova direzione di Christine Messineo, la fiera è caratterizzata da una dimensione più intima e contenuta, anticipata ed espansa però dalle viewing room che hanno aperto già venerdì 13 maggio, proponendo una nuova integrazione dell’esperienza di fiera, ricerca e acquisto online e live.
La giornata di apertura ha visto un via vai continuo fra le scale mobili e i vari piani dello SHED, che sembra offrire un’esperienza di fiera nuova ma decisamente piacevole, che ha sicuramente incoraggiato le tante vendite già nelle prime ore.

Tanti i nomi che erano presenti alla Biennale veneziana, come la canadese Kapwani Kiwanga presentata da Goodman Gallery: già sold out, a poche ore d’apertura della viewing room, i suoi «Bow Ties», lavori di quilt creati con tessuti trattati, che evocano, con la loro morfologia, il movimento forzato durante la tratta degli schiavi. Doppia presenza, sia da CLEARING che da White Cube per la francese Marguerite Humeau con prezzi già in rialzo. Jason Cori, senior Director della White Cube, conferma la vendita immediata di una sua opera a £ 35.000 e una sua personale è prevista a breve nella sede di Londra. Ottimi risultati anche da CLAERING: dell’artista sono state acquistate sia le opere disponibili in situ sia online.

La galleria PACE, stanziata su otto sedi, presenta invece una personale della marocchina Latifa Echakhch, con una nuova serie di opere figurative e con prezzi che vanno dai 120.000 ai 180.000 €, per il rimorso, o la gioia, di chi la poteva acquistarla a «soli» 20.000 € pochi anni fa dalla milanese Kaufmann Repetto. Tra gli artisti ammirati in laguna troviamo ancora i brasiliani Luiz Roque e Solange Pessoa, entrambi da Mendes Wood DM: prezzi ancora sotto i 10.000 $ per il primo, e una riserva su una scultura di Pessoa già al primo giorno di viewing room.
«Night Time (As Seen by Sim Ouch)» (2022) di Latifa Echakhch
Olivier Babier, fondatore della galleria CLEARING, che ha tre sedi, a New York, a Brussels
e a Beverly Hills, ha dichiarato: «questo primo giorno a Frieze NY è stato uno dei più belli che abbiamo avuto in una fiera da molto tempo a questa parte: tutti si sono presentati di ottimo umore, ci siamo davvero divertiti».
Venduta prima ancora di aprire la rassegna, con un prezzo di £ 180.000 (nettamente inferiore ai suoi risultati milionari in asta) anche l’unica opera della giovane inglese Flora Yukhnovich da Victoria Miro, che presenta anche lavori dell’altro suo astro nascente, la colombiana María Berrío, protagonista anche delle aste di maggio a New York. Mentre in quelle sedi le sue opere di delicata carta giapponese e acquerelli hanno raggiunto cifre record, sopra il milione, a Frieze è ancora possibile investire in disegni fra i 10.000 e i 20.000 $ sostenendo con l’acquisto la risposta umanitaria dell'UNICEF in Ucraina.
«The Cuttings» (2022) di María Berrío
Altra artista protagonista in asta, presente anche a Frieze, è l’americana Ann Craven: il prezzo di una sua opera alla galleria newyorkese Karma è di 125.000 $  nonostante in asta avesse raggiunto, solo pochi giorni prima, 680.000 $. Sold out anche la personale della giovane neozelandese Emma McIntyre da Château Shatto di Los Angeles, con opere astratte che si aggirano sui 20.000 $, acquisite ancora prima dell’apertura della fiera principalmente da istituzioni. Non solo l’artista ma anche la galleria è in rapida crescita. I suoi prossimi appuntamenti? Per la prima volta partecipa sia ad Art Basel ad Hong Kong che a Basilea.

Pressoché unico anche il corpo di lavori dell’americana Nancy Grossman presentato dalla galleria newyorkese Michael Rosenfeld: nota soprattutto per le sue sculture realizzate con materiali di scarto, la selezione di opere, anche pittoriche e su carta, rivela lati intimi e viscerali dell’artista americana. Il corpo è il grande protagonista di queste opere i cui prezzi si aggirano fra i 100.000 e i 200.000 $, sia per le plastiche che per i collage. Le opere su carta invece sono acquistabili a 35.000 $ circa e paiono interessare soprattutto le istituzioni.

Quella della Grossman è solo una delle tante personali «al femminile» presenti, tanto che la fiera avrebbe deciso di creare una sezione specifica intitolata «Pioneering Women artists». Curiosa appare la mostra presso la Lubov di New York (galleria emergente alla sua prima volta in fiera): una serie di sculture dal tono macabro-enigmatico dell’artista americana Marsha Pels sono ispirate al filone surrealista del «cadavere squisito», appena riscoperto grazie a questa presentazione. Il fondatore della galleria, Francisco Correa Cordero ha commentato «La fiera ha già avuto un enorme successo. L’opera più costosa che ho portato, Dead Cowboy, è stata la prima venduta al mattino! Pensavo che sarebbe stato il più difficile!»
L’opera, una scultura monumentale figurante un rider fantasma su motocicletta, è stata venduta a un collezionista di Los Angeles per 40.000 $ nelle prime ore di apertura.
«It's me» (2022) di Paola Pivi
Sold out anche la monografica dedicata all’americano Carol Bove da David Zwirner con opere dai 200.000 ai 600.000 $. Unica italiana in fiera è la galleria MASSIMODECARLO, con uno stand dei suoi artisti più noti in cui spicca l’ironica Statua della Libertà di Paola Pivi, «It's me», del 2022, di cui la parigina Galerie Perrotin offre un’altra versione. Chiara Conte, Associate Director della realtà milanese, conferma con entusiasmo l’andamento molto positivo: «L’energia è molto incoraggiante, e siamo soddisfatti delle vendite del primo giorno: tutti i lavori della mostra personale di McArthur Binion sono stati venduti, come quelli di Karin Gulbran e “It’s me” di Paola Pivi. Dennis Kardon sta riscontrando un grande successo. Le vendite vanno da 15.000 $ a 150.000 $. Il nostro stand (A1) presenta sette artisti della galleria. Era particolarmente importante creare un legame con la programmazione culturale della città e “It’s me” di Paola Pivi fa eco a “You know who I am” sulla Highline».

Tra i tanti collezionisti avvistati al Bloomberg Building non sono mancati nomi italiani, tra cui Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Marco Curina di Marval Collection e Nicole Saikalis Bay.

© Riproduzione riservata «Collage Pastel #2» (1976) di Nancy Grossman
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