Fragili ma preziose trasparenze in asta a dicembre

I vetri, di Murano ma non solo, saranno al centro di numerose aste italiane di design nei prossimi giorni. Da Incanto a Torino spicca una selezione di creazioni delle più note fornaci veneziane, da Fondaco a Milano, invece, un raro vaso di Dino Martens

«Vaso primordio» (2014) di Mary Ann Toots Zynsky, stima 4.500-5mila euro. Cortesia di Incanto casa d’aste
Carla Cerutti |

Interamente dedicata ai Vetri di Murano, l’asta che Incanto batterà a Torino il prossimo 15 dicembre presenta 215 lotti che vanno dai primi del Novecento alla contemporaneità, con esempi delle più note fornaci dell’isola veneziana. Tra i pezzi di maggior rilievo prodotti da Venini, oltre a pregevoli creazioni di Carlo Scarpa, Fulvio Bianconi, Tomaso Buzzi, Gio Ponti, Timo Sarpaneva e Tapio Wirkkala, si distinguono un vaso della serie «Cilindri», disegnato da Thomas Stearns nel 1962 circa (stima 4-8mila euro), e due vasi della serie «Occhi», disegnati da Tobia Scarpa intorno al 1960 (stima 2.500-3mila euro ciascuno), mentre nel repertorio più recente si collocano la composizione «Fuochi d’acqua» di Giorgio Vigna, in vetro soffiato iridescente e steli metallici del 2004 (stima 1.500-2.500 euro) e il vaso «Geacolor» di Gae Aulenti, in vetro soffiato con applicazioni policrome del 2005 (stima 2.200-3mila euro).

Ricca la presenza anche dei vetri ideati da Ercole Barovier per Barovier & Toso, di Flavio Poli per Seguso Vetri d’Arte, e segnatamente una nutrita serie di eleganti «sommersi» degli anni Cinquanta, di Dino Martens per Aureliano Toso e di Yoichi Ohira sia per Cleto Munari sia per De Majo. Tra i designer-esecutori contemporanei, oltre al magistrale Lino Tagliapietra, da segnalare l’americana Mary Ann Toots Zynsky e il suo vaso «Primordio», pezzo unico del 2014 ottenuto con la fusione a caldo di fili vitrei color rosso rubino termoformati (stima 4.500-5mila euro).

Tra le 693 opere che compongono le selezioni in vendita da Wannenes a Genova il 14 e il 15 dicembre, non mancano numerosi vetri di varie manifatture, soprattutto apparecchi per l’illuminazione, tra i quali spicca la lampada a sospensione modello 1441 (stima 15-18mila euro) realizzata negli anni '50 da Fontana Arte su disegno del celebre maestro vetraio e decoratore francese Max Ingrand. Numerose, inoltre, le offerte a stime più contenute di lampade in vetro da tavolo, da parete e da soffitto prodotte da Leucos, da Venini, da Barovier & Toso e da Seguso.

Anche nell’asta organizzata da Cambi a Genova, il 16 dicembre, è folta la presenza di lampade di ogni tipo in vetro e metallo prodotte sia da rinomate fornaci muranesi, come Venini, Barovier & Toso e Archimede Seguso, sia da altre manifatture italiane, come Stilnovo e Fontana Arte. Di quest’ultima, oltre alla nota lampada da tavolo «Giova» disegnata da Gae Aulenti nel 1964 (stima 800-1.000), sono offerti alcuni eleganti oggetti d’arredo in cristallo e metallo, come portaritratti, specchiere e un portaghiaccio. Curiosa commistione di vetro di Murano e ceramica i 14 oggetti della serie «Short Stories» disegnati da Ettore Sottsass nel 2003 e presentati da Capitolium Art a Brescia il 20 dicembre con la stima, ciascuno, di 3- 4mila euro.

Anche nella prossima asta di Arti decorative del ’900 e Design, che Il Ponte terrà il 21 e 22 dicembre a Milano, verrà offerta una ricca selezione di vetri, sia di Murano sia di Fontana Arte. Nel nucleo veneziano, spiccano quattro opere di elevata qualità tecnica, pezzi unici firmati dal maestro Yoichi Ohira provenienti da un’importante collezione milanese (stime da un minimo di 6mila a un massimo di 14mila euro). Da segnalare anche alcuni rari vasi di Tomaso Buzzi, Carlo Scarpa, Vittorio Zecchin e Umberto Bellotto realizzati fra gli anni Venti e gli anni Cinquanta dalle fornaci MVM Cappellin, Venini e Vetreria Artistica Barovier.

Nell’ambito dell’illuminazione, che spazia dagli anni Venti agli anni Novanta, interessante la selezione di lampade per lo più provenienti da un’unica raccolta privata milanese: una rara lampada da terra di Max Ingrand per Fontana Arte, in legno, ottone e cristallo (4.500 -5mila), due lampade da terra di Fulvio Bianconi per Venini (6.500 - 8mila) e le due coppie di applique attribuite a Carlo Mollino e provenienti da Casa M a Torino realizzate fra il 1944 e il 1947 (6-8mila ciascuna coppia). In questa anticipazione dedicata al vetro nelle aste italiane, da segnalare, infine, la presenza di un raro vaso di Dino Martens per Aureliano Toso, il noto modello «Geltrude» del 1954 circa appartenente alla serie «Oriente», offerto con una stima sorprendentemente contenuta (10-12mila euro) da Fondaco a Milano all’interno di un’asta di arte moderna e contemporanea che verrà battuta il 13 dicembre.

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