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Arriva in tempo per l’avvio di «Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura 2023» il restauro conservativo delle facciate della Torre della Pallata, edificio medievale sormontato da un torrino rinascimentale, il cui progetto è articolato in cinque lotti.
Un milione e 100mila euro il costo complessivo (oltre 706mila per le facciate; poco meno di 400mila per il futuro consolidamento) di un intervento reso complesso dall’eterogeneità dei materiali con cui la torre è stata costruita: pietra di Botticino, pietra Melodo, molto diffusa anticamente in città ma assai fragile se esposta all’effetto combinato di gelo e inquinamento, e mattoni pieni, con decorazioni e bassorilievi oltre a parti di legno presso i beccatelli e serramenti e grate di ferro.
Il tutto, incrostato di spessi depositi e aggravato dalla situazione dei giunti, che vedono la presenza di cemento sulla malta e tenacissimo «mastice di Germania» in uso ai primi del ’900. Gli studi preliminari hanno suggerito di mettere a punto, dopo l’intervento attuale, un piano di monitoraggio e manutenzione continuativa della pietra Melodo, soggetta a scagliature e distacchi di frammenti anche di grandi dimensioni, che possa essere applicato anche ad altri monumenti della città realizzati con lo stesso materiale, dal Palazzo del Broletto e la Torre del Popolo alle Mura del Castello, al Duomo Vecchio e al Complesso di Santa Giulia e San Salvatore, per citarne solo alcuni.
I lavori di consolidamento (due lotti), che prenderanno il via nel 2024, interesseranno soprattutto la parte superiore, tardo-quattrocentesca, strutturalmente più fragile.
La Torre Pallata di Brescia
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