Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliLa pratica partecipativa, lo scambio e la condivisione sono da sempre alla base dell’opera di Marinella Senatore (1977), a cui a Galleria Mazzoleni dedica la personale «Make it shine» dal 2 novembre al 29 gennaio. È esposta un’ampia selezione di dipinti, disegni a matita, fotografie, collage, bandiere di stoffa ricamate, sculture in bronzo e installazioni luminose, con vari inediti.
Ogni sua opera nasce dal rapporto con i luoghi e le comunità in cui è concepita e affronta temi urbani e sociali come emancipazione, uguaglianza, integrazione o condizioni dei lavoratori. Nella serie di disegni «It’s Time to go Back to Street» (2019), per esempio, l’artista raffigura gruppi di giovani che manifestano per rivendicare i propri diritti e riappropriarsi dello spazio urbano.
La natura performativa e multidisciplinare della sua opera si deve a una formazione in musica, cinema e belle arti, come documentano, tra i lavori esposti, alcune stampe della serie video «Rosas #12» (2012). È un’opera lirica in tre atti, realizzata coinvolgendo la Kunstlerhaus Bethanien di Berlino, il Quad Museum di Derby e il Matadero di Madrid e oltre 20mila persone in un racconto polifonico che ibrida generi e linguaggi, dall’arte pubblica alla musica, dal cinema alla fotografia.
Tra le opere più recenti «Un corpo unico» (2020-21): dipinti modulari su tela nati durante il lockdown, un compendio di storia dell’arte, dall’astratto al monocromo, dalla tela bianca al figurativo. Le singole parti confluiscono in un insieme finale, in una narrazione condivisa in cui ogni singoli tassello esiste e ha senso solo in relazione con gli altri, un esempio del senso di collettività e condivisione alla base della poetica dell’artista.
Marinella Senatore, «Rosas #12», 2012. Courtesy The Artist, Mazzoleni, London-Torino
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
All’Oval di Torino torna la fiera d’arte contemporanea con 183 gallerie da 35 Paesi. Sette sezioni, progetti speciali e collaborazioni con le istituzioni cittadine, con uno sguardo rivolto alle nuove geografie dell’arte contemporanea e all’Asia
Una serie di dialoghi ispirati a Fancy: A Flexible, Acrobatic Body e al pensiero di Martha C. Nussbaum, tema della 33ma Artissima, per interrogare il mestiere del gallerista e la sua capacità di immaginare e costruire il futuro
Una serie di dialoghi ispirati a Fancy: A Flexible, Acrobatic Body e al pensiero di Martha C. Nussbaum, tema della 33ma Artissima, per interrogare il mestiere del gallerista e la sua capacità di immaginare e costruire il futuro
Un bus-laboratorio, opere nel paesaggio di Chiara Camoni, Nico Vascellari e molti altri ancora e quindici chilometri di cammino: Civita di Bagnoregio e Bolsena guardano al 2028 con un progetto che porta l’arte nella vita quotidiana. Maria Teresa Grillo e Federico Riboldazzi di TIWI raccontano il dossier vincitore del titolo di Capitale dell’Arte Italiana, tra educazione, comunità e nuove ragioni per restare


