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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliI suoi lavori cristallizzano lo scorrere del tempo con una manualità che si nutre di gesti ripetuti migliaia di volte: infilare perline, ritagliare, piegare, disegnare piccoli motivi. Spesso include la scrittura, piccoli testi, memorie, riferimenti letterari. L’installazione «Autobiografia del rosso» (2017), per esempio, è composta da 33 biografie che vanno da Le confessioni di Sant’Agostino ad Autoritratto nello studio di Giorgio Agamben. Sono foderate di carta colorata con geometrie ricorrenti, un leitmotiv che torna nei segnalibri e nei piccoli cartoncini sparsi sul tavolo.
Nei «Quaderni di Adriano» (2016), invece, disegna su fogli di carta i motivi ornamentali dei pavimenti di Villa Adriana a Tivoli, trasportandoci nel silenzio di un tempo lontano animato dagli ideali classici della bellezza. Anche i suoi video raccontano il tempo, registrando variazioni di luce o elementi naturali come il pulviscolo che galleggia in un raggio di luce, i riflessi del sole sulle onde del mare, la neve che cade.
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1993, ha esposto in istituzioni italiane e internazionali tra cui MAR a Ravenna, Pilotta-Galleria Nazionale a Parma, Gam a Torino, Triennale a Milano, MaXXI a Roma, Castel Sant’Elmo a Napoli, Palazzo delle Papesse a Siena, Museion a Bolzano, MAMbo a Bologna, PS1 a NewYork, Inova a Milwaukee, Musée d’Art Modern a Saint-Etienne, Raid Projects Gallery a Los Angeles e Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires.
Sabrina Mezzaqui, Bologna, 1964
• Galleria Continua
• Galleria Massimo Minini, Brescia
• Sculture e installazioni (3-60mila euro)
CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021
Sabrina Mezzaqui
Jenny Dogliani
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