Coitus interruptus

Franco Fanelli |

I rapporti tra arte antica e arte contemporanea restano tesi soltanto nei pamphlet di Jean Clair e Marc Fumaroli, inflessibili censori dell’impunità con cui il brutto, il kitsch, l’insignificante e l’insipiente occupano tanta parte della scena internazionale. In realtà le due fanno comunella da un bel po’ di tempo. A turno, l’una tira la volata all’altra: nelle fiere d’antiquariato Fontana e Jeff Koons, oggi più popolari di Mattia Preti o Sebastiano Ricci tra i collezionisti, garantiscono, abbinati ai loro colleghi antichi, il pienone negli stand; l’ouverture della Biennale di Venezia diretta da Bice Curiger, al contrario, era dedicata a Tintoretto.

Musei d’archeologia e d’arte antica (da Capodimonte al Louvre) da tempo accolgono mostre d’arte d’oggi, mentre l’ex industriale Centrale Montemartini di Roma è la casa delle sculture dei Musei Capitolini. Ovviamente, mercanti, curatori, artisti e direttori di
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